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Sunday 08 September 2002 - 10:16
Sandokan    
di Gianpietro Vairo
Intere generazioni di ragazzi hanno letto i romanzi di Emilio Salgari (Verona 1862 - Torino 1911) e si sono immedesimati nei protagonisti di questi splendidi racconti creati da uno scrittore molto particolare e sfortunato: Emilio Salgari scrisse durante la sua esistenza una sterminata serie di romanzi e racconti e, oberato dai debiti contratti e provato dalla malattia mentale che affliggeva la moglie, morì suicida nel 1911.
Grande fu quindi l'attesa del pubblico quando la sera del 6 gennaio 1976 venne trasmessa la prima delle sei puntate della trasposizione televisiva di Sandokan, ovvero del più famoso protagonista dei romanzi salgariani del ciclo indo-malese (ben 19 romanzi).
La sceneggiatura di Sergio Sollima e dei suoi collaboratori, la scenografia sfarzosa, la fotografia che rendeva benissimo i luoghi e i costumi descritti dal Salgari e, non ultima, la musica dei fratelli De Angelis colpirono nel segno.
Fondamentale si rivelò il cast internazionale e la scelta degli attori.
La scelta dell'attore indiano Kabir Bedi come protagonista si rivelò perfetta. Tutti i lettori salgariani avevano immaginato Sandokan come lui: alto, muscoloso, con lo sguardo profondo e sempre pronto a combattere coraggiosamente in favore degli oppressi e contro i cattivi di turno. Gli occhi neri e penetranti di Kabir Bedi fecero anche molte vittime fra il pubblico femminile che cominciò in questo modo a conoscere il mondo salgariano.
Perfette si rivelarono anche le interpretazioni di Philippe Leroy nella parte di Yanez (nella vita Philippe Leroy è stato un un ex componente della Legione Straniera) e di Carole André nella parte di Marianna (la perla di Labuan).
Le scene furono girate interamente in India, Malesia e Thailandia ovvero negli stessi luoghi descritti da Salgari nei suoi romanzi e visitati solo con la sua immaginazione.
Le sei puntate, liberamente ispirate ai 19 romanzi del ciclo indo-malese, furono sceneggiate magistralmente con un ritmo incalzante. La trama risultava articolata e ricca di colpi si scena e ripercorreva esattamente l'evolversi di un tipico romanzo salgariano:
- il prologo iniziale (nello sceneggiato il rapimento dei principini malesi da parte di James Brooke)
- la fuga e la descrizione degli ambienti esotici attraversati (nella trasmissione televisiva furono memorabili le scene ambientate nei palazzi nobiliari, quelle girate nelle foreste e il famosissimo combattimento con la tigre)
- la battaglia finale (Brooke che attacca Mompracem, l'uccisione della Perla di Labuan, la fuga in mare e l'incontro con una nave di amici).
La trasposizione televisiva di Sandokan fu un prodotto congiunto delle televisioni italiana (RAI), tedesca (Bavaria Film) e francese (O.R.T.I.F.) e fu premiata da un grosso successo di critica e di pubblico: 27 milioni di spettatori seguirono mediamente la messa in onda dello sceneggiato.
Sull'onda del successo di questo sceneggiato, Sergio Sollima diresse anche un film imperniato sul Corsaro Nero, altro protagonista di una sterminata serie di romanzi salgariani (ciclo dei corsari o della filibusta). Gli attori principali furono sempre Kabir Bedi nel ruolo del Corsaro Nero (in verità questo ruolo non si addiceva perfettamente all'attore indiano a causa delle origini italiane del Corsaro Nero) e Carole André nel ruolo della sua amata..
Prima del Sandokan di Sergio Sollima e Kabir Bedi vi fu un tentativo, per la verità non molto riuscito come seguito di pubblico, di portare i romanzi salgariani sul piccolo schermo. Ugo Gregoretti diresse nel 1973 Gigi Proietti nella parte di Sandokan e Tony Dimitri (attore pugliese di Manduria a dispetto del nome) nella parte di Yanez in una serie di trasmissioni serali dedicate alla Tigre di Mompracem. Caratteristica di questa trasmissione furono le scene girate tutte in studio e il largo uso del chroma-key: l'esperienza acquisita con tale tecnica innovativa servì sicuramente a Gregoretti nello sceneggiato 'Le uova fatali' del 1977.
Sandokan
sceneggiato in sei puntate a partire dal 6 gennaio 1976
produzione: Rai (Italia), O.R.T.I.F. (Francia), Bavaria Film (Germania)
sceneggiatura di Antonio Lucatelli, Giuseppe Mangione, Alberto Silvestri, Manlio Scarpelli e Sergio Sollima
scenografia e costumi di Vittorio Nino Novarese
fotografia di Marcello Masciocchi
musica di Guido e Maurizio De Angelis
regia di Sergio Sollima
Protagonisti e interpreti:
Sandokan - Kabir Bedi
Yanez - Philippe Leroy
Marianna - Carole André
Tremal Naik - Ganesh Kumar
James Brooke - Adolfo Celi
SANDOKAN
Testo di Susan Duncan Smith (autrice anche di Orzowei)
Musica di Guido e Maurizio De Angelis
Più crudele è la guerra
e l'uomo sa cos'è la guerra
Caldo e tenero è l'amore
e l'uomo sa cos'è l'amore
Giù dal cielo scende un tuono
tutto intorno un grande suono
nasce il seme dalla pianta
il grande albero adesso canta
Corre il sangue nelle vene
grande vento nella notte calda si alzerà
Sandokan Sandokan
giallo il sole la forza mi dà
Sandokan Sandokan
dammi forza ogni giorno ogni notte coraggio verrà
Sandokan Sandokan
giallo il sole la forza mi dà
Sandokan Sandokan
dammi forza ogni giorno ogni notte coraggio verrà
Sandokan Sandokan
giallo il sole la forza mi dà
Sandokan Sandokan
dammi forza ogni giorno ogni notte coraggio ve...
La conchiglia suona piano
il mare ormai è già lontano
Sale e scende la marea
che tutto copre e tutto crea
Corre il sangue nelle vene
grande vento nella notte calda si alzerà
Sandokan Sandokan
giallo il sole la forza mi dà
Sandokan Sandokan
dammi forza ogni giorno ogni notte coraggio ve...
Sandokan Sandokan
giallo il sole la forza mi dà
Sandokan Sandokan
dammi forza ogni giorno ogni notte coraggio verrà
Sandokan Sandokan
giallo il sole la forza mi dà
Sandokan Sandokan
dammi forza ogni giorno ogni notte cora...
dammi forza ogni giorno ogni notte cora...
dammi forza ogni giorno ogni notte coraggio verrà
Gianpietro Vairo
(PAGINE 70) 
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