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Sunday 01 September 2002 - 11:40
Bar Sport - Stefano Benni    
di Crocifisso Dentello
La colonna sonora che accompagna la lettura di Bar Sport? Un concerto di risate. E' impossibile resistere al capolavoro di Benni senza sconfinare nel limbo della più convulsa ilarità. E' raro che un libro made in Italy compia il miracolo di divertire il lettore. Eppure Stefano Benni c'è riuscito, trasferendo sulla pagina il meglio del suo talento umoristico.
Bar Sport esce nel marzo 1976 da Mondadori. Il successo del libro tuttavia si è consolidato negli anni successivi, specie negli Ottanta. Tanto che oggi il fortunato libro dello scrittore bolognese è ritenuto un classico, uno di quei libri destinati a non passare mai di moda. Resta il fatto che Bar Sport è venuto alla luce nei magici Settanta e di quel decennio ne rispecchia fedelmente lo spirito in un caleidoscopio di spassosi dettagli.
La pungente verve satirica di Benni si traduce in Bar Sport in una magistrale identificazione di manie e vezzi che hanno per palcoscenico quell'universale paradigma della provincia italiana che è il bar. Una sola e multiforme umanità raccolta sotto l'insegna di un locale che in realtà assume i contorni di un osservatorio privilegiato sull'Italia e i suoi protagonisti. E in tal senso l'acume di Benni è facoltà davvero invidiabile.
Entrare nel "Bar" è un'esperienza che per qualsiasi avventore si rivela indimenticabile.
Sfogliando una pagina dopo l'altra si fa la conoscenza di personaggi che definire singolari è un attentato al buon senso. C'è il carabiniere, lo sparaballe, il tecnnico (proprio così, con due n) che declina la formazione della Nazionale, il ragioniere innamorato della cassiera che quando rimbalza sul seno si ritrova in piedi, il ragazzo tuttofare, il bambino che esce con settemila di gelato pagato con "cento lire collose e sudaticcie".
Nel Bar Sport regna un flipper che va a biscotti o bottoni, una brioche paleolitica (la mitica Luisona) condannata a un'esposizione perenne in attesa del suo consumatore.
Fioriscono anche leggende nel "Bar"; quella del Piva, calciatore dal tiro portentoso e del Cenerutolo, forse la storia più brillante. Storia di uno sguattero che sogna di diventare cameriere e che una sera grazie a due topolini e ad un tocco di magia riesce a far breccia nel cuore di una principessa che lo fa entrare nella sua servitù. Un lieto fine davvero spassoso: la ragazza ricca s'innamora di uno sguattero e lo fa suo servo!
Vagando e divagando Benni ha impreziosito i magici Settanta con un'opera che rende giustizia alla creatività satirica di quel tempo. E allo stesso modo con "Bar Sport" ci ha consegnato, oltre che un insuperabile capolavoro di umorismo, una piccola commedia umana utile a comprendere cosa significa essere italiani.
STEFANO BENNI: LA VITA, LE OPERE
Stefano Benni è nato a Bologna nel 1947. Giornalista, scrittore e poeta, collabora con numerose testate giornalistiche. E' stato regista e sceneggiatore e scrive per il teatro. Ha anche allestito uno spettacolo di poesia e jazz, Sconcerto, nel 1998. Dal 1999 cura la consulenza artistica del festival internazionale del jazz "Rumori mediterranei". Dirige la nuova collana "Ossigeno" della Feltrinelli. Ha pubblicato numerose opere narrative e di costume fondendo fantasia, filosofia, ironia e perfino fantascienza e imponendosi tra i più pungenti e spassosi autori italiani di satira politica. Tra esse emergono: Bar Sport, Terra, Il bar sotto il mare, La compagnia dei celestini. Le sue opere più recenti sono: Bar Sport duemila, Elianto, Spiriti, Saltatempo.
Crocifisso Dentello
(PAGINE 70) 
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