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Friday 01 September 2006 - 02:42
Diabolik    
di Giovanni Scillitani
"Io mi faccio un fumettino per conto mio". Così Angela Giussani annunziò a suo marito, l'editore Gino Sansoni, l'intenzione di realizzare un proprio personaggio. Milanese, classe 1922, una breve carriera di modella, Angela era entrata per caso nel mondo dell'editoria, avendo sposato Sansoni. Agli inizi collaborò con la casa editrice del marito, l'Astoria, poi nel 1961 ne aprì una sua, l'Astorina, in società con la sorella Luciana, classe 1928. Dopo un esordio con i fumetti americani del pugile Big Ben Bolt, Angela si persuase a creare un'opera originale. Decise di realizzare un prodotto tascabile da leggere in treno, per i pendolari che ogni giorno vedeva passare numerosi sotto le sue finestre verso la stazione Milano-Cadorna delle Ferrovie Nord. Per capire i gusti dei suoi potenziali clienti, Angela fece un'indagine di mercato da cui scaturì che molti in viaggio leggevano romanzi gialli, anche se tradizione vuole che l'intuizione le arrivò per caso grazie a un libro trovato abbandonato in treno, un romanzo di Fantomas. Fu così che la Giussani decise di ispirarsi al celebre criminale letterario e fare del protagonista del suo fumetto un inafferabile ladro trasformista, quindi stese un soggetto che poi Sansoni affidò per la sceneggiatura al giovane scrittore Pier Carpi (1940-2000), il quale a suo dire in pratica lo riscrisse. Bisognava trovare un nome per il personaggio: Angela era indecisa tra Diabolicus e Diabolik, Carpi la convinse per quest'ultimo. Per i disegni fu chiamato l'illustratore Zarcone. Il 1° novembre 1962 debuttava così in edicola a 150 lire il primo numero di Diabolik, dal titolo "Il re del terrore" (è uno degli attributi di Fantomas). Si trattava di un albo brossurato in formato tascabile di 11,5x17 cm di 128 pagine in bianco e nero. La copertina era realizzata da Brenno Fiumali.
Fisicamente ispirato all'attore Robert Taylor, Diabolik agisce in calzamaglia nera, che ne lascia scoperti solo gli occhi dallo sguardo di ghiaccio. Atletico, spietato, astuto, egli ha grandi conoscenze tecniche con cui appronta numerosi trucchi per i suoi colpi, per la sua auto (una Jaguar E-Type Coupé) e per i suoi rifugi. Può realizzare, inoltre, maschere che imitano alla perfezione la pelle e i lineamenti, di cui si serve per assumere le sembianze di chiunque. Uccide solo con armi bianche, tra cui predilige il pugnale. Antagonista di Diabolik è l'ispettore Ginko (nome ispirato a quello di un albero cinese), intelligente quasi quanto il criminale, di cui spesso riesce a prevenire le mosse e qualche volta anche a catturarlo. Con il n. 3 ("L'arresto di Diabolik") arrivò Eva Kant, che si innamorò di Diabolik, lo fece fuggire e si unì a lui nelle sue imprese. Anche Ginko conobbe l'amore nel n. 22 del 1964, "Il grande ricatto" in cui apparve per la prima volta la duchessa Altea di Vallenberg che ne diventò l'eterna fidanzata. Teatro delle gesta di Diabolik inizialmente fu la Francia meridionale, in particolare Marsiglia, poi le Giussani preferirono creare una città fittizia, Clerville, che in seguito si chiarì essere una città-stato. Il Diabolik degli esordi era cinico, avido, violento, non si fermava davanti a nulla per raggiungere i suoi scopi e uccideva senza alcun rimorso. Eva appariva piuttosto impacciata, soggiogata dalla personalità dell'amante, i cui eccessi spesso la facevano inorridire.
I primi numeri di Diabolik furono accolti piuttosto tiepidamente, anche perché distribuiti in modo limitato. Nessuno si sarebbe aspettato che in un paio d'anni Diabolik avrebbe avuto un clamoroso successo, diventando il capostipite di un nuovo genere fumettistico e un fenomeno di costume. Nel corso degli anni '60 il successo si estese ad altri media ed uscirono dischi, un film di Mario Bava e una collana di romanzi curata da Pier Carpi per Sansoni. Fiorirono, inoltre, i fumetti "neri" con epigoni e imitatori, quali Zakimort (versione femminile di Diabolik realizzata da Carpi per Sansoni), Fantax, Demoniak, Jnfernal, Kriminal, Satanik (ancora un "nero" al femminile), Sadik, Spettrus e il fotoromanzo Killing, per un totale di oltre sessanta testate. Per attirare i lettori di Diabolik in tali serie si accentuavano le componenti violente ed erotiche (che le Giussani decisero, al contrario, di attenuare). Questo fece preoccupare ampie fasce d'opinione pubblica che, facendo d'ogni erba un fascio, accusarono i fumetti neri delle più efferate nefandezze e fioccarono denunce e procedimenti legali dai quali però il nostro uscì sempre indenne. Diversi intellettuali si schierarono a difesa di Diabolik, tra cui Dino Buzzati, che diede il nome dell'antieroe al suo cane.
Gli anni '70 videro consolidare il successo di Diabolik e, nel contempo, il tramonto dei suoi efferati concorrenti, confermando vincente la scelta delle Giussani di non eccedere in violenza ed erotismo. Verso la metà dei '70 il giornale raggiunse la tiratura di ben 400.000 copie. Il formato era identico agli esordi, ma il sopratitolo "Il fumetto del brivido" era stato cambiato dal 1965 in "Il giallo a fumetti". Il periodo 1968-1979 (nn.103 - 398) è considerato il migliore di Diabolik, con un netto innalzamento qualitativo delle trame e dei disegni. Diabolik nei '70 è cambiato: non è più spietato e violento come agli esordi, ma ora segue un suo personale codice morale, è leale e riconoscente verso chi lo aiuta, detesta chi si approfitta delle debolezze altrui, uccide solo se necessario ed è innamoratissimo di Eva, restandole sempre fedele. Nei colpi che progetta il criminale non cerca più solo il guadagno, ma soprattutto l'emozione della sfida. Il n. 5 (107) del 1968, il celebre "Diabolik, chi sei?", fa un po' di luce sul suo passato: unico sopravvissuto di un naufragio, giunse in fasce su un'isola fuori delle normali rotte, fu allevato dagli uomini del malvivente King e da loro apprese le più svariate tecniche criminali. Diventato adulto, uccise King e fuggì dall'isola con il tesoro della banda, adottando il nome di una feroce pantera nera a cui King lo aveva paragonato. Anche Eva si è evoluta rispetto agli esordi ed è ora una donna sicura, emancipata, autonoma, pronta a tutto per salvare il suo uomo. In principio si dava a intendere che Eva avesse avuto un passato burrascoso, poi si è chiarito che prima di Diabolik tutti i suoi incontri erano stati platonici, compreso quello con il defunto marito, Lord Antony Kant, fratello del padre naturale di Eva. Essendo figlia illegittima, Eva lo aveva sposato solo per acquisire il diritto a portarne il nome. Ginko rimane sostanzialmente lo stesso, un poliziotto acuto e integerrimo trattato dal suo avversario con grande rispetto perché spesso riesce a metterlo in difficoltà, destinato a perdere senza però mai scoraggiarsi. Infine, anche Altea nei '70 si è trasformata, ha abbandonato i titoli nobiliari ed è diventata una donna moderna e risoluta, vero e proprio contraltare di Eva.
La periodicità di Diabolik era quattordicinale sin dal 1965 e lo rimase fino al 1978, per diventare poi quindicinale. Il n. 6 del 1973 ripropose il primo numero con copertina ridisegnata da Zaniboni, del tutto simile a quella originale del '62. L'esperimento ebbe successo, perciò negli anni successivi furono riproposti i primi 12 numeri e infine partì la collana di ristampe Diabolik R, che ricominciò dal n.1 (questo, però, con la copertina del 1973). Nel 1974 uscì in coedizione Aster-Dardo un grande volume curato da Alfredo Castelli e Mario Gomboli, con le migliori storie più un racconto inedito, costruito attraverso i rapporti della polizia, che rivela che cosa fece Diabolik tra la fuga dall'isola di King e l'avventura del n. 1, nonché il suo primo incontro con Ginko. Nel 1975 Diabolik approdò su un quotidiano, il "Corriere dell'Informazione", che ne pubblicò le strisce, poi riprese da molti altri giornali. Nello stesso anno apparvero delle avventure di Eva Kant, realizzate da Castelli, Gomboli e Alessandrini per "Cosmopolitan" e "Il Mago". A grande richiesta dei lettori tra il 1971 e il 1975 operò il Club di Diabolik: con 1500 lire ogni socio poteva ricevere, oltre alla tessera, un distintivo, uno stemma autoadesivo, una borsa, una penna, un diario, delle cartoline, delle buste e dei fogli intestati, tutti con l'effigie di Diabolik. Altri gadget furono allegati a vari numeri tra i '60 e i '70: adesivi, poster, calendari, pupazzetti adesivi, medagliette metalliche e portachiavi. Nel 1976 l'Astorina pubblicò l'album "Le figurine di Diabolik", una raccolta di 255 figurine di cui 90 a realizzare una storia inedita: consegnando l'album completato in edicola si riceveva in regalo un pallone. Da ricordare anche una serie di radiodrammi trasmessi nel 1972 da Radio Monte Carlo.
La direzione del giornale e dell'Astorina (per un periodo ribattezzata Aster) fu tenuta sempre da Angela Giussani, tranne brevi periodi con Carlo Forni e Gino Sansoni. Alle sorelle Giussani si affiancò nei '70 Patricia Martinelli, che condivise le responsabilità di sceneggiatura e direzione per poi passare nel 1975 alla Universo. Autrice dei soggetti di Diabolik fu sempre Angela, cui si affiancò Luciana dal 1964. Molti altri furono autori o coautori delle trame: queste erano sviluppate in riunioni collegiali con le due sorelle per mettere a punto con coerenza i trucchi dei furti e delle fughe in modo da realizzare un racconto avvincente e verosimile, logicamente ineccepibile. Tra questi ricordiamo, oltre ai già citati Martinelli e Carpi, Nino Laccisaglia, Marco Baratelli, Giannalberto Bendazzi, Alberto Ongaro, Giorgio Corbetta, Giancarlo Berardi (creatore di Ken Parker) e anche la celebre coppia televisiva Mario Casacci e Alberto Ciambricco, ideatori del tenente Sheridan e dei ragazzi di Padre Tobia. Alfredo Castelli iniziò proprio all'Astorina la sua brillante carriera, pubblicando in appendice a Diabolik alcune tavole umoristiche di Scheletrino, la prima parodia in assoluto degli eroi neri, per poi passare alle storie del personaggio principale, alle strisce e alle avventure di Eva Kant. Castelli presentò alle Giussani un suo compagno di liceo, Mario Gomboli che, dopo anni di collaborazioni, diventò direttore generale dell'Astorina nel 1999.
Molti anche i disegnatori che si sono cimentati con l'antieroe: negli anni '60 a caratterizzare il personaggio nei primi numeri furono Enzo Facciolo e Edgardo Dell'Acqua, cui seguirono Flavio Bozzoli, Glauco Coretti, Lino Jeva, Armando Bonato, Brenno Fiumali (alle chine) e nei '70 Alarico Gattia, Sergio Zaniboni, Giorgio Montorio e Franco Paludetti. Il torinese Zaniboni, classe 1937, arrivò ai disegni di Diabolik con il n. 19 (147) del 1969 ("Delitto su commissione") e vi lavora tuttora. Sicuramente è il disegnatore che ha più contribuito all'immagine di Diabolik, con un disegno pulito ed elegante, molto attento ai lineamenti e agli abiti e con efficaci inquadrature di taglio cinematografico. L'opera di Zaniboni è stata valorizzata dalla sapiente inchiostratura di vari artisti, tra cui Paludetti e Fiumali, nonché dalle retinature di Luisa Poli e Mirella Arisi, quest'ultima anche autrice del lettering di numerosi albi. Di molti autori i lettori di Diabolik non hanno mai saputo, perché gli unici nomi che apparivano erano quelli delle Giussani: solo dal 1992 per ogni episodio furono riportati i suoi realizzatori.
Anche negli anni '80 e '90 il successo di Diabolik continuò immutato. Dal 1981 la periodicità passò a mensile, tranne che a luglio e ad agosto quando c'erano due uscite quindicinali. Angela Giussani scomparve nel 1987 e Luciana continuò da sola a curare i soggetti. Non riuscendo a produrre più la stessa mole di materiale del passato, ridusse la periodicità da mensile a bimestrale dal 1989, passando gradualmente le incombenze direttive alla rientrata Martinelli, che dal 1992 diventò direttrice responsabile, mentre la casa editrice fu ribattezzata Nuova Astorina. Nel 1994 si tornò alla periodicità mensile e partì la seconda ristampa, Diabolik Swiisss (dall'onomatopea del sibilo del lancio del pugnale) e nel 1997 una serie di volumi annuali fuori serie di grande formato, "il Grande Diabolik", realizzati da grandi autori. Nel 1999 Mario Gomboli diventò direttore generale. Nel 2000 la Saban e la Fox Kids realizzarono una serie a cartoni animati in 40 episodi, Diabolik Track of the Panther, con trame dai toni meno forti del giornale, per un pubblico più giovane, mentre RadioDue produsse una serie di radiodrammi. Nel 2001 la Panini pubblicò una raccolta di figurine tratte dai cartoni animati. Nello stesso anno scomparve Luciana.
Sul motivo del successo di Diabolik si sono versati fiumi di inchiostro. In lui si è voluta vedere l'idealizzazione dei comportamenti di rottura dei giovani nei confronti della famiglia e della società, un rifiuto delle convenzioni e una "risposta al perbenismo imperante in quegli anni" (parole di Angela Giussani) che trovano nell'eroe nero la loro apoteosi, giustificando gli atteggiamenti di aggressività individuale. In quest'ottica, il poliziotto antagonista diventa il simbolo del resto dell'umanità, patetica ed eternamente perdente. Ma al di là delle interpretazioni sociologiche di chi conosce (o crede di conoscere...) Diabolik, il vero segreto del successo è nell'accuratezza delle trame e nell'avvincente atmosfera di suspence che stimola il lettore a chiedersi come farà la più celebre coppia di amanti-criminali del fumetto a portare a segno il colpo di turno, eludendo i controlli e sfuggendo come sempre all'arresto. E dopo quarantatre anni di onorata carriera e circa 700 albi, Diabolik ed Eva ci riescono ancora benissimo.
BIBLIOGRAFIA ORIENTATIVA
Brunoro, Gianni. Le diaboliche matite. Fumetti d'Italia 2, maggio 1992, pag. 11.
Carpi, Pier. Il romanzo e il film di Diabolik. Fumetti d'Italia 2, maggio 1992, pag. 12.
Castelli, Alfredo. Con diabolica dolcezza. Fumetti d'Italia 2, maggio 1992, pag 13.
Diabolik Club, on line. Ultimo accesso: 3/2/2004
Diabolik Italia - sito ufficiale, on line. Ultimo accesso: 3/2/2004
Fossati, Franco. I Fumetti in 100 personaggi. Longanesi, Milano, 1977.
Giussani, Luciana. Diabolik è nero e in buona salute, ha solo 30 anni. Fumetti d'Italia 2, maggio 1992.
Horn, Maurice e Secchi, Luciano, curatori. Enciclopedia Mondiale del Fumetto. Corno, Milano, 1977.
Imbasciati, Carlo e Castelli, Carlo. Psicologia del fumetto. Guaraldi, Firenze, 1975.
Martinelli, Patricia. Vent'anni di amore e avventure. Fumetti d'Italia 2, maggio 1992, pag. 10.
Monreale, Rino. Diabolik. Glamazonia, on line. Ultimo accesso: 14/2/2004
PAGINE 70:
Giovanni Scillitani
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