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Monday 08 November 2004 - 09:10
Fiat 128    
di Andrea Torre
Un progetto avveniristico quello della Fiat: far breccia nel mercato automobilistico italiano per la prima volta con una vettura a trazione anteriore. Prima del 1969 questa soluzione era stata adottata per lo più dalle Case francesi; le uniche auto italiane con motore e trazione anteriore fino ad allora erano state la Lancia Flavia e la Lancia Fulvia, seguite dall'Innocenti Primula, appartenente sempre al gruppo Fiat (la meccanica era identica a quella della 124), ma che non aveva avuto grande diffusione.
A partire dal 1969 la 128 fece assieme alla 130 il suo esordio sui listini italiani, e fu da subito molto gradita al grande pubblico. La linea, spigolosa secondo i canoni di allora, mostrava la stretta parentela che la legava alla sorella maggiore, la 124.
La nuova nata di casa Fiat era un'auto che costava poco, offrendo però una buona abitabilità, grazie al pensionamento del grosso tunnel centrale che nelle auto a trazione posteriore ospitava l'albero di trasmissione.
Il motore e la trazione anteriori (formula "tutto avanti") permisero di adottare lo schema delle ruote indipendenti anche per il retrotreno: questa soluzione garantiva una tenuta di strada ed un comfort di marcia ottimi. La nuova nata di casa Fiat era quindi tutt'altra cosa rispetto alla precedente 1100: l'abbandono dell'albero di trasmissione permise ai tecnici Fiat di trovare il giusto mix tra pesi e potenza. Per la prima volta su una Fiat lo sterzo era a cremagliera.
Il motore trasversale 4 cilindri da 1116 cc era in grado di sviluppare 55 CV, sufficienti a spingere la 128 a quasi 140 km/h.
Queste qualità valsero a far vincere alla vettura il trofeo di auto dell'anno del 1970.
La 128 era disponibile nella versione berlina a 4 porte, berlina a due porte e giardinetta a tre porte.
Il 1971 fu un anno importante nella storia di questa vettura: un leggero restyling interessò il frontale della berlina, ed al Salone dell'Auto di Torino furono presentate le versioni Rally e Sport Coupè. Le prime, equipaggiate con un 1290 cc da 67 CV, si distinguevano dalla berlina per i doppi fanali tondi posteriori. Le Sport Coupè invece presentavano una linea totalmente diversa da quella della berlina. Erano disponibili nella versione S, con i fari anteriori rettangolari, ed SL, con i doppi fari anteriori tondi.
Le sport coupè rimasero in produzione fino al 1975, quando furono sostituite dalla 128 coupè 3 porte, dotata per l'appunto di portellone posteriore e riconoscibile per i sei fanalini posteriori. La produzione di quest'ultimo modello cessò nel 1978.
Nel 1974 fu lanciata la 128 Special: si distingueva dalla berlina per i profili in gomma dei paraurti, per le luci di retromarcia, e per gli interni meglio rifiniti.
Per avere delle modifiche più evidenti bisognerà aspettare altri due anni: nel 1976 fu presentata la seconda serie, dotata di un frontale più moderno, con i fari quadrati, di false prese d'aria sui montanti posteriori, luci di retromarcia e catarifrangenti integrati nei gruppi ottici posteriori e paraurti realizzati in materiale sintetico. L'aggiornamento interessò anche gli interni e la meccanica, e permise a questa fortunata vettura di rimanere sui listini italiani fino al lancio della Ritmo (1978), uscendo definitivamente di scena nel 1983.
La 128 fu fonte d'ispirazione per altre vetture: è dal suo telaio che Bertone plasmò una delle più belle auto sportive italiane: la X1/9.
Giugiaro, il padre della Volkswagen Golf, racconta che quando negli anni Settanta fu interpellato dalla casa tedesca per sviluppare il progetto, una volta recatosi in Germania trovò un esemplare di 128 completamente smontato: i tecnici della Casa tedesca volevano scoprire i segreti e ricalcare le orme di quella che ritenevano la migliore auto in circolazione.
Questa vettura non si è "solamente" limitata a motorizzare l'Italia ed a scrivere nel libro della storia dell'automobile: negli anni Settanta fu al centro di numerosi fatti di cronaca. Fu utilizzata da Mario Moretti nella strage di Via Fani, in occasione del rapimento di Aldo Moro.
L'abbiamo poi ritrovata nei telegiornali degli anni Novanta, sotto il marchio Zastava 133, impegnata nel conflitto nell'ex Jugoslavia.
E'un vero peccato notare che il numero di esemplari in circolazione si sia drasticamente ridotto in questi ultimi anni. La speranza è che questa vettura inizi ad essere apprezzata dai collezionisti perché è stata parte integrante della storia del nostro Paese.
CARATTERISTICHE TECNICHE:
Corpo vettura:
Berlina: 3 volumi, 2 o 4 porte, 5 posti;
Giardinetta: 2 volumi, 3 porte, 5 posti;
Rally: berlina 3 volumi, 2 porte, 5 posti;
Sport Coupè: berlina 2 volumi, 2 porte, 5 posti;
Coupè 3P: berlina 2 volumi, 3 porte, 5 posti.
Motorizzazioni:
motore trasversale anteriore, trazione anteriore;
1100 (1969):
Motore 1116cc (80x55mm) 4 cilindri in linea, potenza 55 cavalli a 6000 giri al minuto;
Sport Coupè 1100 (1971):
Motore 1116cc (80x55mm) 4 cilindri in linea, potenza 64 cavalli a 6600 giri al minuto;
Coupè 3 porte 1100 (1975):
Motore 1116cc (80x55mm) 4 cilindri in linea, potenza 65 cavalli a 6000 giri al minuto;
1300 (1971):
Motore 1290cc (86x55.5mm) 4 cilindri in linea, potenza 60 cavalli a 6,000 giri al minuto;
Rally (1971):
Motore 1290cc (86x55.5mm) 4 cilindri in linea, potenza 67 cavalli a 6,200 giri al minuto;
Coupè 3 porte:
Motore 1290cc (86x55.5mm) 4 cilindri in linea, potenza 75 cavalli;
1100 (1976):
Motore 1116cc (80x55mm) 4 cilindri in linea, potenza 55 cavalli a 6000 giri al minuto;
1300 (1976):
Motore 1290cc (86x55.5mm) 4 cilindri in linea, potenza 60 cavalli a 6,000 giri al minuto.
Sospensioni:
Avantreno MacPherson a ruote indipendenti, barra anti rollio, ammortizzatori idraulici telescopici e molloni elicoidali.
Retrotreno a ruote indipendenti con balestra trasversale, ammortizzatori idraulici telescopici.
Cambio:
manuale a 4 marce + retromarcia. Posizionato longitudinalmente.
Freni:
anteriori a disco, diam. 227 mm;
posteriori a tamburo, diametro 185 mm;
freno a mano sulle ruote posteriori.
Sterzo:
a pignone e cremagliera, 3,5 giri da lato a lato.
Peso:
Berlina: 805kg;
Rally: 820kg;
Sport Coupe S: 815kg.
Lunghezza: 3,856 m.; Larghezza : 1,590 m
Velocità massima dichiarata (berlina prima serie): 135 km/h
Prezzo: (nel 1970) 930.000 lire
Andrea Torre
( PAGINE 70)
 
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