|
Monday 04 October 2004 - 01:57
Alan Ford    
di Giovanni Scillitani
"L'epoca di Magnus e Bunker è quella della leggenda e del mito" (Moreno Burattini).
Alla fine degli anni '60 il disegnatore Magnus (alias Roberto Raviola, Bologna, 1939-1996) e lo scrittore Max Bunker (alias Luciano Secchi, Milano, 1939) erano diventati celebri grazie a fumetti quali i neri Kriminal e Satanik, lo spionistico Dennis Cobb Agente SS 018 e il fanta-erotico Gesebel. In diverse occasioni i due si erano espressi anche in ottime prove umoristiche, come alcuni episodi dei loro fumetti neri, delle storie brevi pubblicate su "Eureka" e su "Tommy" e, soprattutto, la divertentissima serie del re Maxmagnus, anch'essa pubblicata su "Eureka". Già nel 1967 Bunker aveva avuto l'idea di una serie comica ambientata nel mondo dello spionaggio, allora di moda grazie ai film di 007 e dell'agente Flint. La serie avrebbe avuto per protagonista un agente segreto di nome Alan Ford. Secchi sostiene di aver scelto il nome perché di facile pronuncia in molte lingue, in previsione di edizioni estere, in realtà l'Editoriale Corno aveva già pubblicato verso la metà degli anni '60 un personaggio con lo stesso nome, una serie fantascientifica di produzione spagnola. Il primo Alan Ford realizzato da Magnus era un tipo mingherlino con occhiali spessi, giacca e farfallino, ma a Bunker non piacque. Molti altri schizzi preparatori furono parimenti bocciati finché una sera i due andarono al cinema a vedere "Ciao Pussycat" con Peter O'Toole: Magnus propose di usare l'attore come modello e finalmente Bunker approvò. Alan diventò così un giovane biondo con grandi occhi azzurri e lineamenti puliti, vestito con maglione e pantaloni neri. La fase preparatoria durò per tutto il 1968.
Il primo numero di Alan Ford uscì nel maggio del 1969 al prezzo di 150 lire, nel formato a 128 pagine 12x17 cm in bianco e nero brossurate con copertina a colori in cartoncino. La copertina era realizzata in stile pittorico da Luigi Corteggi, ideatore anche del logotipo. La storia era introdotta da una presentazione e un inquadramento critico di Carlo Della Corte. Nel primo episodio Alan Ford, grafico pubblicitario spiantato, finisce per caso in un negozio di fiori, in realtà base di una scassata agenzia governativa di controspionaggio chiamata Gruppo T.N.T., dove viene arruolato per forza. Iniziano così le sue grottesche avventure spionistiche.
Alan è un giovane timido e ingenuo, anche se all'occorrenza sfodera una certa determinazione e astuzia, pur restando fondamentalmente un candido e un ottimista. Perseguitato dalla sfortuna, riesce però a portare a termine le missioni con successo nonostante abbia di fronte avversari molto più attrezzati e preparati. Non gli va meglio sul piano sentimentale: le ragazze di cui s'innamora non lo ricambiano, lo disprezzano, lo sfruttano o al più lo considerano un amico, come Linda o Brenda Sterling, mentre a sua volta Alan è amato da orride racchie, come la vicina Bessie, alle quali tenta di sfuggire in tutti modi. I colleghi di Alan sono caratterialmente e fisicamente ben lontani dall'ideale di agente segreto propugnato dai media di allora: brutti, straccioni, infingardi, con la preoccupazione principale di sbarcare il lunario, poiché il Gruppo non dispone del becco di un quattrino. Bob Rock è il perfetto contraltare di Alan, afflitto dalla bassa statura e dall'enorme naso (Magnus in lui volle caricaturare se stesso). A differenza del collega, Bob è rabbioso contro il destino ingrato ed ha un carattere collerico e dispettoso, particolarmente contro coloro che lo deridono per le sue tare fisiche (praticamente tutti...). Geremia è l'anziano "ragazzo" di bottega, calvo e occhialuto, caratterizzato da un'innumerevole serie d'acciacchi di cui si lamenta continuamente. Grunf è un nostalgico tedesco reduce di due guerre mondiali, in tenuta da pilota con tanto d'occhialoni, con il compito di trovare e costruire improbabili mezzi di trasporto per le missioni. Con teutonica abnegazione affronta qualsiasi incarico: memorabili le sue magliette con motti come "Chi vale vola, chi vola vale, chi non vola è un vile!". La Cariatide è il capo del gruppo: è un indolente pancione di mezza età dedito per lo più a schiacciare sonnellini. Nel n. 2 compare un altro agente, il Conte Oliver, nobile britannico decaduto e magnifico ladro e imbroglione dedito a ricavare lauti profitti dalle missioni. Spesso il Conte agisce come un deus ex machina, intervenendo a salvare la situazione quando l'incapacità dei colleghi l'ha compromessa. Nel n. 11 il cast si completa con l'apparizione del vero capo del Gruppo T.N.T., un vecchio paralitico dalla lunga barba noto solo come Numero Uno. Inizialmente rappresentato come un po' rimbambito, fu in seguito trasformato in un malefico, astuto e avaro vegliardo, autentico aguzzino che intasca gloria e taglie lasciando le briciole ai suoi sottoposti. Il Numero Uno ha una memoria prodigiosa di tutto e tutti, grazie anche ad un'agendina nera in cui sono elencati i misfatti di chiunque, che egli utilizza per ricattare i suoi interlocutori. Ma la memoria di Sua Eccellenza, come si compiace di farsi chiamare, va ben indietro nel tempo, perché egli afferma di aver partecipato a tutti i principali eventi storici dell'umanità giocandovi un ruolo determinante al fianco dei protagonisti. Di tali fatti il Numero Uno dà però una sua personalissima visione in cui i grandi sono fatti a pezzi: Leonida era un ingordo, Giulio Cesare un rubagalline, Carlo Magno un alcolizzato, Napoleone un arrampicatore sociale. Infine, al gruppo si aggiunsero due animali, il bracco italiano Cirano nel n. 18 e la cavia da laboratorio Squitty, adottata dalla Cariatide nel n. 21.
Intorno ai sette del Gruppo T.N.T. si muove un folto stuolo di comprimari: ricordiamo l'incapace ispettore Brock, l'agente governativo Bert (lavora sotto copertura presso l'Ufficio Ricerche Minerarie Associate & Perdite di Tempo), il generale War, i tre corrotti consiglieri comunali dalle sembianze suine, i postini Sigmund Mail e Pisistrate Nelson, l'inventore un po' svitato Mister Lamp, Bing il ricettatore del Conte (cui racconta sempre degli insuccessi criminali del fratello) e De Suicidis, un suicida che sin dal primo numero tenta invano l'estremo gesto. Tra gli avversari del Gruppo più riusciti del decennio '70 ricordiamo la bella spia Margot, la gangster fantasma Baby Kate, i tre fratelli gemelli di Bob Rock Tim, Tom e Tumb, il Grande Cesare, i due killer gemelli Frit e Frut, Mr Tromb, il Centurione, supercriminale tecnologico per amore, il Cospiratore, lo scienziato Aseptik, il trasformista Arsenico Lupon, Wurdalak il vampiro (proveniente dalle pagine di Satanik) e soprattutto Superciuk, supercriminale dalla micidiale fiatata alcolica che ruba ai poveri per dare ai ricchi. Ci sono poi una miriade di personaggi che compaiono talvolta in una sola vignetta, magari in secondo piano, ma che i due autori scolpiscono in modo indelebile. Si tratta di straccioni, derelitti, deformi, mutilati, grassoni, insomma una vera e propria corte dei miracoli, collocata in una realtà degradata fatta di catapecchie e spazzatura. Spesso tra questi personaggi Magnus raffigura anche se stesso e Bunker. Questo mondo è rappresentato in modo grottesco, ma tale da suscitare pietà più che ribrezzo, conferendo una nota di malinconia e di riflessione. In contrasto, il mondo dei ricchi appare pulito, ordinato, popolato da personaggi giovani, belli e aitanti o da individui deformi di cui i bei vestiti e i gioielli non riescono a nascondere i difetti fisici e il degrado morale. Da tutto ciò emerge un'amara critica alla società opulenta e alle sue storture.
Alan Ford è stato definito un fumetto corale per la grande abilità di Bunker a muovere contemporaneamente più personaggi e a farli interagire senza però perdere il filo della trama. Lo scrittore mostra una profonda conoscenza delle situazioni e dei meccanismi della risata, padroneggiando tanto la raffinata battuta quanto le frenetiche gag delle vecchie comiche, l'umorismo surreale così come la satira sociale e politica, senza eccedere o scadere mai di tono. Magnus con il suo inconfondibile tratto pulito e plastico e il sapiente uso del bianco e nero completa splendidamente le situazioni e la caratterizzazione dei personaggi. L'intesa tra i due era perfetta, tanto che in molti sospettarono che Magnus e Bunker fossero in realtà una sola persona e qualcuno adombrò che il vero autore fosse il solo Magnus, il quale ha sempre smentito. In realtà, a differenza di altre serie della coppia, in Alan Ford Magnus aveva maggior libertà di intervento e partecipazione alle trame, perciò il prodotto finale era un mirabile equilibrio delle personalità dei due autori.
L'esordio in edicola fu un fallimento: dopo i primi quattro numeri Secchi voleva chiudere, ma l'editore Andrea Corno gli diede fiducia e lo spinse a continuare. Fu solo con il n. 15 del 1970 che la serie cominciò ad andare in attivo per decollare definitivamente con il n. 26 del 1971, in cui esordì Superciuk. La sfida era vinta: un fumetto maturo e intelligente, diverso da tutti gli altri era riuscito a conquistare i favori del grande pubblico. Nel 1973 Alan Ford era ormai un fumetto di successo: fu premiato al 26° Salone del Fumetto di Bordighera, i numeri arretrati andarono esauriti in breve per cui iniziò una serie di ristampe, "Gruppo T.N.T. Alan Ford" e nacque il Club che offriva agli iscritti vari gadget, quali carta da lettere, adesivi, poster, magliette. A partire dal n. 11 furono spesso allegati adesivi e due poster ai nn. 50 e 58. Nel 1975 uscì in volume la raccolta delle storie del Numero Uno, "La storia rivisitata dal Numero Uno" e il quotidiano il Giorno ripropose alcune storie rimontate nel formato striscia giornaliera. Dal n. 11 la realizzazione delle copertine passò da Corteggi a Magnus. Le chine delle tavole furono di Magnus fino al n. 16, poi il compito passò a Giovanni Romanini e Paolo Chiarini in alternanza.
"Alanfordissimi, Magnus non se l'è più sentita di portare avanti il discorso disegnato". Questo ferale messaggio di Bunker nella pagina della posta del numero 76 dell'ottobre 1975 formalizzava quello che i lettori più attenti presagivano da qualche numero. I disegni di Magnus erano meno curati ed erano completati dai chinatori, tra i quali non appariva più il migliore, Romanini. Dal n. 74 non apparve più in copertina la firma di Magnus e la grafica di copertina di questo e del numero successivo non erano sue. Sulla copertina del n. 75 infine apparve Superciuk che simbolicamente salutava: Magnus se ne andava. Il disegnatore era da tempo stanco di lavorare solo su Alan Ford e desiderava fare qualcosa di nuovo, così nel corso del 1974 prese contatto con l'Edifumetto di Renzo Barbieri, realizzando qualche storia breve erotica per poi trasfervisi definitivamente nel 1975 per dare vita allo Sconosciuto.
Ai disegni di Alan Ford dal n. 76 passò Paolo Piffarerio (Milano, 1924), già collaboratore di Max Bunker in alcune serie, come Maschera Nera, El Gringo e Fouché. Piffarerio era un ottimo professionista, dal tratto ricercato e svolazzante, a suo agio con ambientazioni storiche, ma all'arrivo su Alan Ford gli fu chiesto di imitare lo stile di Magnus, diversissimo dal suo e i risultati furono mediocri. Non furono di molto aiuto gli inchiostratori, Chiarini e Romanini, nel frattempo tornato alla Corno, che erano abituati ad interagire con Magnus, pur se alla fine Chiarini riuscì a sintonizzarsi sul disegno di Piffarerio con risultati onorevoli. Anche le trame ne risentirono, venendo a mancare il tocco di genialità di Magnus che sentiva Alan come un personaggio suo, mentre era evidente che Piffarerio si limitava a realizzare le sceneggiature che passava Bunker. Le storie si semplificarono, privilegiando l'aspetto comico e grottesco, mentre la satira e la denuncia sociale furono quasi abbandonate. Un segno dei tempi, ma anche una conseguenza dell'arrivo di una nuova generazione di lettori che aveva conosciuto Alan Ford in televisione. Nel 1977, infatti, Alan debuttò nella trasmissione "Supergulp!", seguita soprattutto da un pubblico giovane e Bunker decise di privilegiare questi nuovi lettori adeguando il personaggio. Degni di nota di questa seconda fase di Alan Ford sono alcuni nuovi comprimari, come il nonno del Numero Uno (!) e il pappagallo Clodoveo, la succursale del Gruppo T.N.T. di cui facevano parte i tre fratelli Rock e Mister Lamp sotto la guida del Grande Cesare, i criminali Beppa Giosef (moglie di Superciuk), Gommaflex (che apparve dapprima in TV) e Katodik. Da segnalare, inoltre, il numero 100, il primo a colori della serie. La popolarità televisiva moltiplicò le apparizioni di Alan Ford su carta stampata: nel 1977 la Corno pubblicò i tre episodi televisivi nella serie "Superfumetti in Film", nel 1978 Mondadori inserì l'episodio del n. 99 nel volume "Il super Supergulp" e dedicò ad Alan un Oscar Cartoon, nel 1979 fu la volta di un grande volume della Corno che ristampava i primi episodi e della terza serie regolare di ristampe, "Alan Ford colore", che ripropose i primi quindici episodi a colori con vignette rimontate in formato giornale 21x26 cm. Ad Alan Ford n. 88 del 1976 fu acclusa un'agenda scolastica e al n. 93 del 1977 una bustina di figurine e un album per la raccolta che riproponeva gli episodi televisivi. Nel 1979 partì il nuovo Club di Alan Ford.
Dal 1978 in poi a Piffarerio iniziarono ad alternarsi altri disegnatori, come i già citati Romanini e Chiarini e Piercarlo Macchi. Nel 1983 Max Bunker abbandonò la Corno portando con sé i diritti dei suoi personaggi e fondò la Max Bunker Press, per la quale Alan Ford continuò a uscire proseguendo la numerazione della Corno. Dopo l'uscita di Piffarerio nel 1985 il giornale attraversò un periodo di grande incertezza, con una successione di numerosi disegnatori, tra cui Raffaele Della Monica e Giuliano Piccininno, mentre iniziava una lunga e contorta trama a seguito della morte del Numero Uno, durata fino al n. 250 del 1986, in cui il capo del Gruppo TNT ricompariva vivo e vegeto. L'episodio del n. 250 fu realizzato per l'occasione da Magnus. Infine, la serie tornò su buoni livelli con l'arrivo di Marco Nizzoli, Warco e Dario Perucca, considerato il miglior successore di Magnus. Ai giorni nostri Alan Ford continua ad uscire, affiancato da innumerevoli ristampe: i suoi lettori non sono più quelli di trent'anni fa, ma la sua lunga vita editoriale testimonia dell'abilità di Luciano Secchi a adeguare costantemente il personaggio ai gusti del pubblico. In ogni caso, per chi ha vissuto l'epoca d'oro di Magnus e Bunker i primi 75 numeri resteranno per sempre un monumento senza uguali nella storia del fumetto italiano.
BIBLIOGRAFIA ORIENTATIVA
Bernardi, Luigi e Ferriani, Paolo. Alan Ford: i primi 20 anni. I Quaderni del fumetto italiano Le Monografie n. 5/6. Paolo Ferriani Editore, 1988.
Bono, Gianni. Guida al fumetto italiano. II edizione. Vol. 1. Epierre, Milano, 2002.
Burattini, Moreno. Alan Ford dopo Magnus. IF Immagini e Fumetti, 3, pp. 75-80, 1995.
Della Corte, Carlo. Arriva Alan Ford. Alan Ford, 1, 1969.
Della Corte, Carlo. 1° decennale di Alan Ford 69-79. Eureka, 8 (194), pp. 12-18, 1979.
De Maria, Guido, Governi, Giancarlo, Lo Russo, Vito, Mattioli, Mauro e Secchi, Luciano. Ebbene sì, maledetto Carter! Supergulp! I fumetti in TV. Salani, Milano, 2003.
Horn, Maurice e Secchi, Luciano, curatori. Enciclopedia Mondiale del Fumetto. Corno, Milano, 1977.
Piselli, Stefano, Paterni, Massimo, Frediani, Graziano e Genovese, Renato. Magnus. Glittering Images, Firenze, 1984.
PAGINE 70:
Giovanni Scillitani
vanshil@libero.it
 
|