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Friday 21 May 2004 - 09:36
Il Corriere dei Piccoli    
di Giovanni Scillitani
"Mi procuro spesso il Corriere dei Piccoli, che presenta dei fumetti di grande qualità". Così diceva nel 1967 Edgar P. Jacobs, creatore di Blake e Mortimer, uno dei più grandi autori del fumetto mondiale.
Nato nel lontano 1908 come supplemento del "Corriere della Sera", il Corriere dei Piccoli offriva ai giovani lettori racconti, articoli divulgativi e d'informazione e, ovviamente, fumetti, presentati nel formato a tavola intera senza nuvole, con versi a rima baciata o alternata sotto ogni vignetta. Tale impostazione durò, più o meno immutata, fino al 1961, allorquando Guglielmo Zucconi subentrò a Giovanni Mosca alla direzione. Con Zucconi e ancor più con il suo successore dal 1965, Carlo Triberti, vi fu un rinnovamento grafico e editoriale e un maggiore spazio per i fumetti moderni. Zucconi e Triberti puntarono decisamente a un pubblico più maturo, rivolgendosi ai ragazzi piuttosto che ai bambini.
Il CdP entrò negli anni '70 diretto dunque da Carlo Triberti. Per soddisfare le richieste di un maggiore spazio dedicato ai fumetti nel 1968 Il numero di pagine fu portato da 32 a 52, tutte a colori, riuscendo a contenere le spese attraverso una piccola riduzione del formato. Nel 1970 il CdP costava 130 lire e aveva formato 23x30 cm, con pagine patinate molto sottili e la grafica della testata identica a quella del 1908. Dal 1961 in copertina non apparivano più i classici fumetti in rima baciata, ma illustrazioni a commento dei contenuti. In quarta di copertina nel n. 1 del 1970 c'erano ancora i famosi soldatini da ritagliare, che poi avrebbero lasciato il posto a velivoli e navi d'epoca e soprattutto a pubblicità, come quelle dei giocattoli Polistil a cura dello Studio Al.Sa. con testimonial Paola Pitagora. La crescente richiesta di pubblicare racconti a fumetti completi, piuttosto che a puntate, indusse dal n. 4 del 1970 ad aumentare le pagine a 68, inserendo al centro del giornale 16 pagine, purtroppo a soli due colori, rosso e nero, in cui erano inseriti episodi completi di vari personaggi. Inoltre, in periodo prevalentemente estivo fin dal 1964 al giornale erano allegati albi aggiuntivi a colori con episodi completi e vi furono anche due serie satelliti autonome, gli Albi Ardimento dal 1969 e gli Albi Sprint dal 1970. Nel decennio 1961-1971 sul CdP apparve una vera messe di fumetti di altissimo livello realizzati da alcuni dei migliori autori internazionali, per lo più di scuola franco-belga.
Tra le serie umoristiche del biennio '70-'71 ricordiamo i Puffi (Les Schtroumpfs), Rolando e Pirulì (Johan et Pirlouit) e Poldino Spaccaferro (Benoît Brisefer) di Peyo, Clifton, Mignolino e Clorofilla (Chlorophylle), Robiolina (Sybilline) e Ron Ron di Macherot, Gastone l'addetto di redazione (Gaston Lagaffe) di Franquin, Bill e Bull (Bill et Boule) di Roba, Lucky Luke di Morris e Goscinny, Strapuntino (Strapontin) di Berck e Goscinny, Sammy il poliziotto privato di Berck e Cauvin, Umpah-Pah (Oumpah-Pah) di Uderzo e Goscinny e Susanna e Celestino (Olivier Rameau) di Dany e Greg. Particolarmente riuscite erano le storie scritte da Goscinny, a suo agio tanto con eroi del west come Lucky Luke quanto con gli indiani di Umpah-Pah alle prese con la colonizzazione francese nel 18° secolo o con le avventure moderne del tassista Strapuntino. Molto divertenti erano anche le gag di Gastone, redattore pasticcione con il pallino delle invenzioni ideato da Franquin nella serie di Spirou. Degne di nota ancora le deliziose storie di animali di Macherot e quelle molto poetiche e fantasiose di Susanna e Celestino. Vi erano anche alcune serie di produzione statunitense, come Totò Tritolo (Dennis the Menace) di Ketcham, La Famiglia De' Guai - Ciccìbum (Hi and Lois) di Browne, Pony l'amica americana (Ponytail) di Holley, Branca Leone, in seguito ribattezzato Leone (Tiger) di Blake, Povere Bestie (Animal Crackers) di Bollen, nonché una britannica, Una zampa a ogni angolo di Maddocks.
Tra le produzioni western citiamo Lupo Nero (Loup Noir) e Davy Crockett di Kline e Ollivier, Teddy Ted di Roy e Lécureux e, soprattutto, Comanche di Hermann e Greg e Blueberry di Gir e Charlier. Teddy Ted, Comanche e Blueberry presentavano notevoli innovazioni rispetto ai tradizionali racconti western, raffigurando personaggi privi di fronzoli retorici, eroi loro malgrado, con sequenze di taglio cinematografico in cui grande rilievo era dato ai volti, vero paesaggio dell'anima. Poche le serie di fantascienza: i Pionieri dello spazio di Poïvet e Lécureux, serie dai contenuti molto maturi, Luc Orient di Paape e Greg e la serie spagnola Dani Futuro di Mora magnificamente disegnata da Giménez. Ben rappresentate, invece, le serie di ambientazione storica, come Cavaliere Ardente (Chevalier Ardent) di Craenhals, Corentin di Van Melkebeke e Cuvelier, Nasdin Hogia (Nasdine Hodja) di DiMarco e Lécureux, Ragnar il vichingo e Robin Hood di Coelho e Ollivier, Yorik di Paape e Duchâteau e Tunga (Tounga) l'uomo preistorico di Aidans e Acar. Si trattava, in generale, di realizzazioni molto accurate e ben documentate, con chiaro intento didattico.
Numerose, infine, le serie avventurose con ambientazione contemporanea, come Bob Mallard di Sanitas e Cheret, Dan Cooper e Alain Landier, entrambi di Weinberg, Bernard Prince di Hermann e Greg, Ric Roland di Tibet e Duchâteau, Michel Vaillant di Graton e la Pattuglia dei Castori di Mitacq e Charlier. Nel complesso, erano buone narrazioni di ambientazione aviatoria (Bob Mallard e Dan Cooper) o archeologica (Alain Landier), marinaresca (Bernard Prince) o poliziesca (Ric Roland), motoristica sportiva (Michel Vaillant) o giovanile (la Pattuglia dei Castori) con una componente di suspence in cui i protagonisti riuscivano a prevalere grazie alla loro integrità morale. Alcuni disegnatori stranieri realizzarono anche episodi di serie prodotte direttamente dal CdP, come Bob Crockett, i Quattro delle Pleiadi e le Grandi Avventure di Pace e di Guerra, su testi per lo più di Mino Milani. Tra i più celebri, citiamo il cileno Arturo del Castillo, gli argentini Jorge Moliterni e Enrique Breccia e il francese Robert Gigi.
Gli autori italiani del CdP non furono meno validi dei loro colleghi stranieri. Grazia Nidasio era in forza al CdP dal 1954 e aveva realizzato numerosi disegni redazionali e personaggi, tra cui Valentina Mela Verde, ideata nel 1969, storie di una ragazza milanese nella sua vita di tutti i giorni in famiglia e a scuola, molto amata dai lettori di entrambi i sessi che in lei si immedesimavano. Anche Leone Cimpellin lavorava al CdP dai '50: molti dei suoi personaggi furono realizzati in collaborazione con Zucconi e Triberti, come il centurione romano Tribunzio (risposta italiana ad Astérix), lo spericolato autista Carletto Sprint, il giornalista Gigi Bizz e Gianni e Rob-8, avventure spaziali di un tranquillo funzionario ministeriale eroe suo malgrado e del suo automa. Nel 1968 approdò al CdP anche Benito Jacovitti, portandovi dal Giorno dei Ragazzi la sua creazione più famosa, Cocco Bill. Per la rivista, inoltre, Jacovitti realizzò i nuovi personaggi Occhio di Pollo, Zorry Kid e Tarallino, mentre recuperò Cip il Poliziotto e il suo assistente Gallina, Zagar, la Signora Carlomagno, Jak Mandolino (cui affiancò il diavoletto tentatore Pop Corn) e persino Tex Revolver, una creazione del 1947 che aveva ispirato Cocco Bill. Jacovitti realizzò anche tavole pubblicitarie per i gelati Eldorado e disegni redazionali. Nel 1971 arrivò Marco Biassoni con il suo divertente Lancillotto, creato nel 1965 per la pubblicità dei crackers Gran Pavesi su Carosello. Di tutto rispetto anche i disegnatori realistici, grandi artisti come Dino Battaglia, Aldo Di Gennaro, Sergio Toppi, Mario Uggeri, Sergio Zaniboni, Nevio Zeccara. Nel 1962 al CdP si presentò un disegnatore rientrato in Italia dopo un lungo periodo passato tra Argentina e Brasile: Hugo Pratt. Dopo un esordio smagliante con personaggi quali Anna della Giungla, l'Ombra e Fanfulla, Pratt abbandonò il giornale per disaccordi contrattuali nel 1967 e vi ritornò nel 1970, proponendo l'anno dopo una bellissima storia già uscita sulla rivista Sgt. Kirk: "Una ballata del mare salato", prima avventura del suo personaggio più celebre, Corto Maltese. Ricordiamo ancora due disegnatori redazionali, Renato Frascoli, che realizzava le pagine dei soldatini e i disegni tecnici di auto, navi e aerei e Iris De Paoli, i cui garbati disegni ricchi di colore accompagnavano varie rubriche.
I disegnatori italiani si cimentarono per lo più con riduzioni di romanzi e racconti celebri o serie storiche, come le già citate Grandi Avventure di Pace e di Guerra. Molti soggetti erano firmati da Piero Selva e E. Ventura, pseudonimi di Mino Milani. Uomo di grande cultura, efficace narratore per ragazzi e adulti, Milani fu tra coloro che più contribuirono a rendere il CdP qualcosa di più di una semplice rivista a fumetti, pubblicando anche racconti e romanzi a puntate, come Efrem, Martin Cooper, i Quattro di Candia, la Valle dei Diamanti e Venuto dal Tempo. Milani, inoltre, curò uno spazio per le creazioni letterarie dei lettori. Il CdP pubblicò anche opere di autori stranieri, come Vicche il piccolo Vichingo di Runer Jonsson e Pippi Calzelunghe di Astrid Lindgren. Milani non fu l'unico grande autore letterario italiano del CdP. Nel 1961 arrivò Gianni Rodari, che pubblicò una serie di articoli sui rapporti con i genitori e la scuola, filastrocche e racconti ("La torta in cielo" vide la luce sul CdP nel 1964), tra cui alcuni a finale aperto con tre possibili conclusioni scelte dai lettori. Ricordiamo ancora il giornalista e scrittore genovese Vezio Melegari, autore di racconti, reportage umoristici e di una rubrica televisiva dove non risparmiava critiche feroci a una TV dei ragazzi che cominciava a declinare. Altri nomi noti che collaborarono alle rubriche del CdP furono Rolly Marchi per lo sport, Piero Zanotto per il cinema, Alessandro Brissoni per il teatro dei ragazzi, Gugliemo Zucconi e Paolo Bugialli per l'attualità, Folco Quilici per i viaggi e le culture extraeuropee, il provveditore agli studi Nicola D'Amico per la scuola, Lino Penati per gli animali, Mauro Janni per scienza, tecnica e sport motoristici, Gigi Speroni per la musica, Ines Pellegrini per la rubrica per ragazze "Ragazzina Tu" e Nella Favalli per il "Corrierino Club".
Come si vede, il CdP non era solo una rivista di fumetti, ma un vero e proprio rotocalco d'informazione sul mondo dei ragazzi, che si occupava criticamente di TV, teatro, cinema, musica, sport, passatempi, ma anche di questioni d'attualità, al punto d'impegnarsi in battaglie civili come quella sulla difesa della natura e la regolamentazione della caccia. Grande attenzione era prestata al coinvolgimento dei ragazzi. Dalle pagine della posta spesso Triberti chiedeva e ospitava opinioni, anche dissenzienti, sui contenuti e l'evoluzione del giornale, sui grandi problemi d'attualità, ma anche su piccoli problemi quotidiani dei ragazzi alle prese con il mondo degli adulti. Il CdP presentava, inoltre, iniziative che coinvolgevano il lettore in prima persona attraverso l'adesione al Corrierino Club, come l'invio di componimenti in prosa e in versi, disegni su argomenti quali il Natale (il disegno più bello era pubblicato sulla copertina natalizia del giornale), scambi di corrispondenza, quiz a premi. Da menzionare, infine, la sponsorizzazione dei campionati italiani juniores di sci, cui il CdP partecipava con una propria squadra. Tutto questo conferiva al giornale un enorme un valore aggiunto, perché dava al giovane lettore la sensazione di appartenere a una grande famiglia dove era trattato con il rispetto dovuto a una persona con le proprie idee, non con la sufficienza degli adulti nei confronti di un bambino.
Numerosi furono gli allegati al giornale. I più famosi furono i sussidi scolastici, un appuntamento fisso fin dagli anni '50: schede, cartine geografiche, piccoli manuali sulle varie materie, diari, accessori da disegno che allietarono lo studio dei ragazzi di quegli anni. Anche dalle pagine della posta Triberti spesso rispondeva a quesiti su vari argomenti per le ricerche scolastiche. D'estate, invece, era la volta dell'inserto enigmistico "Il Giocaumpo' " e dei già citati albi con fumetti completi, gli Albi Regalo (ne uscirono sei nel 1970 e cinque nel 1971) e a Natale del Corriere dei Giocattoli, un catalogo fotografico dei giocattoli in vendita alla Upim. Da ricordare ancora i testi della canzoni dello Zecchino d'Oro (di cui Triberti era collaboratore), le mascherine di carnevale, le decorazioni natalizie, gli stemmi delle auto, le carte da gioco e vari giocattoli.
Nel Corrierino delle meraviglie però c'era qualcosa che non andava: la testata. All'epoca della sua fondazione, nel 1908, si considerava "piccolo" chiunque non fosse adulto, dunque tanto i bambini quanto gli adolescenti, ma all'inizio degli anni '70 queste due categorie si erano ben differenziate per gusti e esigenze. Un sondaggio Doxa rivelava che metà dei lettori del CdP frequentava le medie e un altro 25% circa le scuole superiori: i "piccoli", insomma, erano ben pochi. Era necessario un cambiamento per evidenziare che il giornale non era solo per i bambini, ma soprattutto per i ragazzi, perciò il caporedattore Giancarlo Francesconi propose di cambiare il nome in Corriere dei Ragazzi. Il Corriere dei Piccoli, però, era comprato e consigliato da genitori e insegnanti perché il titolo garantiva loro la continuità con lo stesso giornale che essi avevano letto da bambini e di cui si fidavano, perciò un cambiamento di nome avrebbe potuto provocare un calo delle vendite. Infine, si decise di interpellare i lettori: nel luglio del 1970 fu indetto un grande referendum dal titolo "Scegli Tu", per sollecitare l'adesione al quale furono messi in palio ricchi premi. Alla fine, arrivarono 76.769 risposte, con un chiaro verdetto: il 66.9% preferiva il Corriere dei Ragazzi.
Il cambiamento, tuttavia, tardò ad arrivare, probabilmente a causa della difficoltà di trovare una soluzione che contentasse anche quel 33,1% di lettori contrari che si rischiava di perdere modificando il nome. Si optò per una trasformazione graduale e a partire dal n. 34 del 22 agosto 1971 il nome "Corriere dei Ragazzi" apparve con crescente frequenza nei titoli delle rubriche interne e negli allegati (Corriere dei Ragazzi Zoom, Corriere dei Ragazzi Sport, Corriere dei Ragazzi Bis). Furono introdotti anche cambiamenti di grafica e contenuti: dal n. 3 del 15 agosto fu pubblicata, per la prima volta, la composizione della redazione, con una sostanziale novità, cioè un direttore responsabile generale delle pubblicazioni per ragazzi, Mario Oriani, mentre Triberti restava direttore del CdP. Nei numeri successivi cambiò la grafica del sommario (che poi scomparve), così come quella della posta, che ospitò lettere piuttosto brevi e per lo più su problemi personali. Nel n. 51 infine vi fu la proposta d'abbonamento al nuovo Corriere dei Ragazzi e con il numero 52, ultimo del 1971, spettò a Gastone annunciare in seconda di copertina il cambiamento epocale, ribadito da due pagine interne a fumetti con vecchi e nuovi personaggi dove si spiegava che dal n.1 del 1972 il giornale si sarebbe chiamato Corriere dei Ragazzi, cui però sarebbe stato allegato un nuovo Corriere dei Piccoli con contenuti più adeguati ai bambini. Le proteste dei genitori indussero a interrompere l'esperienza dell'allegato dopo sole 16 uscite e dal 14 maggio del 1972 il Corriere dei Piccoli ritornò in edicola a fianco del suo fratello maggiore Corriere dei Ragazzi. Nessuno dei due, però, riuscì completamente a raggiungere la qualità e a ricatturare la magia del vecchio Corrierino. Era finita un'epoca splendida, ne iniziava una incerta. Ma questa è un'altra storia. Anzi, due.
BIBLIOGRAFIA ORIENTATIVA
Bono, Gianni. Guida al fumetto italiano. II edizione. Vol. 1. Epierre, Milano, 2002.
Candellone, Marco. Le metamorfosi di un giornale. L'era moderna. If Immagini & Fumetti 7, marzo 1998, pag. 52-69.
Giordani, Mauro. Alla scoperta della Bande Dessinée. Cento anni di fumetto franco-belga. Alessandro, Bologna, 2000.
Gori, Leonardo. Un secolo di fumetti. Storia e Gloria del Corrierino. If Immagini & Fumetti 7, marzo 1998, pag. 22-51.
Vigna, Bepi. Il Fumetto Franco Belga. Comic Art, Roma, 1998.
Horn, Maurice e Secchi, Luciano, curatori. Enciclopedia Mondiale del Fumetto. Corno, Milano, 1977.
Si ringraziano per la collaborazione Gianfranco Goria di Anonima Fumetti e Luigi F. Bona della Fondazione Franco Fossati.
PAGINE 70:
Giovanni Scillitani
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