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Wednesday 14 August 2002 - 11:32
Fruttero e Lucentini - La Donna della Domenica    
di Crocifisso Dentello
"La donna della domenica" è senza dubbio uno dei capolavori della narrativa italiana contemporanea. A trent'anni dalla sua pubblicazione, avvenuta nel marzo 1972, il romanzo della premiata ditta Fruttero & Lucentini conserva intatta la freschezza e la leggerezza che allora incantarono migliaia di lettori. Il successo fu immediato e vistoso. E non solo in Italia. Difatti il romanzo ebbe una notevole fortuna internazionale, poi suggellata dalla versione cinematografica di Luigi Comencini del 1975.
"La donna della domenica" è ormai un classico, uno di quei libri che non si può non avere allineato nella libreria di casa. Chiunque sia appassionato di gialli ne riconosce il ruolo decisivo che ha giocato nel rinnovare e valorizzare un genere letterario che nei primi Settanta stentava a decollare sul fronte italiano. Sottoscrivo in tal senso ciò che lo scrittore Andrea Pinketts ha dichiarato sul settimanale "Io donna" del 3 agosto e cioè che "con La donna della domenica, Fruttero e Lucentini hanno segnato il passaggio del giallo italiano dal ghetto della sottocultura ai piani alti della letteratura". In effetti quando il romanzo uscì, la critica istituzionale non fu tenera, anzi lo liquidò con il solito snobismo. Salvo riparare negli anni successivi, tanto che oggi non si contano le lodi tributate dai letterati consacrati. I lettori invece compresero subito le rare qualità del romanzo: esempio di narrazione nobilmente leggibile, con un gioco ininterrotto di ironia e leggerezza.
"La donna della domenica" è ovviamente considerato il capostipite del nuovo giallo all'italiana. Eppure, a guardar bene, i canoni della detective story si impongono davvero solo nell'ultimo terzo del libro. Ci sono tutti gli elementi del noir: il delitto, il poliziotto filosofo, le indagini, i colpi di scena, il finale avvincente. Tuttavia questi sono paradossalmente elementi marginali nell'economia della narrazione. Voglio dire che "La donna della domenica" è molto di più d'un semplice giallo. E' un romanzo autentico, un'opera che guarda da vicino la letteratura di seria A. Un romanzo che annovera personaggi indimenticabili, tratteggiati con sapiente maestria e scritto con un linguaggio semplice ma incisivo.
"La donna della domenica" è ambientato a Torino. Anzi meglio definirlo "il romanzo di Torino" per eccellenza. Una Torino vista negli ambienti che non hanno rapporto con la metropoli. E' la Torino delle ville in collina, degli intellettuali, del Balòn (il mercato delle pulci). Eppure una città trasformata, secondo il talento di Fruttero & Lucentini, da una dimensione provinciale a un microcosmo universale. Ecco quindi spiegato il successo all'estero di un romanzo così smaccatamente italiano.
La trama de "La donna della domenica"? In sintesi è la seguente: un ambiguo architetto viene trovato morto con il cranio schiacciato. Arma del delitto, un grosso fallo di marmo. Il commissario Santamaria, incaricato delle indagini, viene subito a trovarsi in una situazione imbarazzante poiché due indagati sono personaggi in vista. Ben presto però, i sospettati aumentano di numero e il povero commissario si trova in un intrigo senza apparente soluzione. Quando muore anche Lello, un impiegato comunale amico dell'architetto, Santamaria scopre infine l'assassino....
Di più non intendo rivelare, del resto è un giallo e consuetudine vuole che nuovi lettori del romanzo possano beneficiare della sua magia e scoprire il finale a sorpresa.....
Insomma un bel romanzo, moderno, con un'ambientazione reale resa magica dalla felice immaginazione degli autori, con una città e un intreccio che torturano il lettore con l'assillante interrogativo: "Ma chi sarà l'assassino?". Il tutto all'interno di una scrittura vivace, incalzante e maledettamente sorniona.
Concludo affermando che se romanzo e scrittori fossero stati americani, il successo de "La donna della domenica" sarebbe stato mille volte superiore. Chi ha orecchie per intendere, intenda.....
FRUTTERO & LUCENTINI: LA VITA, LE OPERE
Carlo Fruttero, torinese, è nato nel 1926. Franco Lucentini, romano, nato nel 1920, è morto suicida il 5 agosto scorso. Dal 1971 in poi formeranno un binomio indissolubile.
Maestri del noir, insieme dirigono Urania (mitica collana di fantascienza della Mondadori) e collaborano con La Stampa. In coppia o da soli firmeranno delle memorabili traduzioni di autori come Borges, Robbe-Grillet e tanti altri.
Il primo testo scritto a due mani è La donna della domenica (1972). Seguiranno A che punto è la notte (1979), la Trilogia del cretino (1985-1992), Il palio delle contrade morte (1983), L'amante senza fissa dimora (1986), Il colore del destino (1987), La verità sul caso D (1989), Enigma in luogo di mare (1991), La morte di Cicerone (1995).
Recentemente pubblicato, presso Mondadori, il volume Il cretino in sintesi.
Nel 2000 Franco Lucentini, da solo, fu insignito del Premio Campiello alla carriera.
Crocifisso Dentello
(PAGINE 70) 
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