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Wednesday 07 August 2002 - 02:38
Il Going    
di Corrado Rizza
Uno dei giochi sicuramente più in voga attorno alla metà degli anni settanta fu senza ombra di dubbio il Going. Semplice nella costruzione e nelle regole di gioco veniva utilizzato come passatempo anche dagli stessi adulti che non disdegnavano nel cimentarsi in quelle che alla fine diventavano vere e proprie prove di forza fra i due contendenti.
L' oggetto era costituito da un ovale in plastica con due fori alle estremità entro le quali passavano due cordicelle di nylon attorcigliato. Alle estremità erano poste quattro maniglie, due di colore rosso e due blu.
Il gioco vero e proprio consisteva nel lanciare l'ovale all' avversario posto dall' altra parte: per farlo, una volta impugnate le manglie, era sufficente allargare le braccia in modo da farlo scorrere per tutta la lunghezza della corda. Di contro l' altro lo rilanciava alla stessa maniera.
A differenza di altri giochi parecchio in uso in quel periodo (come le palline clic clac, ad esempio) che potevano risultare anche pericolosi, il Going ebbe un grande successo anche perchè riscontrava le simpatie degli stessi genitori dei ragazzi. Lo reputavano, a ragion veduta, un ottimo strumento per fare della sana ginnastica teso a sviluppare la coordinazione dei movimenti.
Durante queste partite, che il piu' delle volte terminavano con lo sfinimento fisico di uno dei due giocatori, era facile incappare in situazioni che rallentavano il gioco di parecchio. Era il caso dell' improvviso attorcigliamento dei fili che ovviamente non permetteva più all' ovale di scorrere liberamente da una parte all' altra. Una situazione davvero fastidiosa capitava quando l'avversario in ricezione anticipava l'apertura delle braccia bloccando l' ovale al centro del percorso provocando, di fatto, la sospensione dello scambio. Succedeva inoltre che uno dei due giocatori non aveva la forza necessaria per lanciare e quindi, in questi casi le interruzioni avvenivano praticamente di continuo.
Insomma era un gioco che richiedeva, oltre ad una discreta forza e tecnica, anche una certa propensione al ritmo.
Il Going, per la sua particolare forma, veniva anche utilizzato come valido sostituto di un pallone da rugby semplicemente sganciando corde e maniglie. Eccolo quindi trasformarsi, specialmente in spiaggia, in oggetto di contesa fra due squadre di più giocatori che si misuravano in una sorta di football americano senza regole con mischie furibonde e qualche colpo di troppo che inevitabilmente ci scappava.
Il "partitone" sfociava quasi sempre con tutti i protagonisti completamente insabbiati e tuffo in acqua liberatorio che sanciva la fine delle ostilità.
Ma c'era sempre qualcuno che, non contento, portava quell' ovale anche fra le onde invitando gli altri ad una sorta di pallavolo atipico con un oggetto assolutamente inadatto: la durezza del materiale plastico ed i buchi che consentivano un rapido ingresso dell' acqua mettevano ulteriormente a dura prova le braccia già provate dalla stanchezza.
L' oggetto era disponibile in due diverse tonalità di colore: arancione e giallo.
Corrado Rizza
Visita il suo sito: www.corradorizza.it
Materiale proveniente dalla sua collezione personale.
(pagine 70) 
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