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Saturday 20 September 2003 - 11:17
Johnny Cecotto    
di Stefano Vigorelli
Eroe dei due mondi. In America Latina e in Europa. In moto e in auto. Sudamericano ed europeo al tempo stesso (è venezuelano di nascita ma italiano di famiglia), Johnny Cecotto è un protagonista amato in entrambe le sponde dell'Atlantico e da più di trent'anni sulla breccia, anche se la grande notorietà e i successi maggiori sono datati anni 70, quelli della sua carriera da motociclista.
Nato a Caracas il 25 Gennaio 1956, Johnny studia da ingegnere meccanico e convince il padre Giovanni, immigrato dal Friuli all'inizio degli anni '50, a finanziargli le prime gare disputate con una Honda 750cc 4 cilindri.
Giovanni è stato anch'egli un pilota di successo durante i suoi primi anni in Venezuela, quando ha conquistato un campionato nazionale per moto da 500 cc.
Gli anni delle gare sudamericane gli portano ben 64 vittorie continentali e una buona fama, tanto che nel 1975 grazie all'aiuto di Andrea Ippolito, importatore venezuelano della Yamaha, Johnny debutta nel mondiale 250cc e 350 cc nel GP di Francia al Paul Ricard. Con il suo casco bianco e rosso ricalcato sui motivi di quelli del suo idolo Jarno Saarinen, Cecotto parte con l'obiettivo di fare esperienza: a sorpresa si ritrova nientemeno che vincitore di entrambe le gare!
Il nostro chiude l'anno di esordio nel circus iridato portandosi a casa il titolo mondiale delle 350cc con quattro vittorie - battendo il 14 volte Campione del Mondo Giacomo Agostini - nonchè il quarto posto nelle 250cc, a soli 19 anni.
Questo giovane sconosciuto arrivato dal nulla si presenta alla stagione 1976 destinato verso una carriera leggendaria. Spesso sfortunato, vittima di incidenti o - dicono le malelingue - con la testa oltre le corse, è comunque Vicecampione mondiale con due vittorie e due secondi posti, dietro a Walter Villa.
Nel 1977, animato da propositi di rivincita, è purtroppo vittima di un brutto incidente nel GP d'Austria, che causa la morte dello svizzero Stadelmann e lo tiene fuori dal giro per quattro mesi. Vince comunque quattro gare tra 350cc e 500cc.
Nel 1978 Cecotto lascia le 350cc per dedicarsi a 500cc e 750cc. Nella mezzo litro ha però vita difficile con Kenny Roberts, appoggiato dalla filiale americana della Yamaha, e con Takazumi Katayama, sostenuto dalla casa madre. Si piazza terzo in classifica generale con un'unica vittoria ad Assen, in Olanda. In 750cc è viceversa tutt'altra musica, e Johnny può laurearsi Campione del Mondo con quattro vittorie.
Nel 1979 cinque affermazioni nella 750cc non sono sufficienti per andare oltre il terzo posto finale, mentre il 1980 lo vede vincitore in sole due occasioni tra 350cc e 750cc.
Decide così di chiudere la sua fulminante e strepitosa carriera da bi-campione mondiale nel motociclismo, poiché un'idea pazza gli fa capolino: emulare la leggenda di gente come Nuvolari, Varzi, Surtees e Hailwood, che sono passati dai successi sulle due ruote a quelli sulle quattro ruote.
Due anni di buoni risultati in F.2 gli valgono addirittura un contratto in F.1 con la Theodore, la vettura del magnate asiatico Teddy Yip con la quale giunge a punti nel Gp di Long Beach del 1983.
Nel 1984 è al volante di una promettente Toleman (il futuro team Benetton) al fianco di un giovane brasiliano di nome Ayrton Senna da Silva. Ma durante le qualifiche del GP d'Inghilterra a Brands Hatch, un frontale contro un guardrail mette fine al suo sogno di primeggiare nella massima serie automobilistica: l'operazione chirurgica gli salva le gambe ma non gli può più permettere di guidare una F.1.
Dal 1985 in poi, Johnny è comunque protagonista in diversi campionati a quattro ruote nelle categorie turismo di tutto il mondo, quali il DTM, o in diverse gare di durata.
Cecotto rimane comunque ancora oggi, a 46 anni, un grande delle corse, anche se non di quelle a massima audience. Il figlio Johnny Amadeus ha già un nome nelle gare italiane di kart, e sembra dunque destinato a seguire le orme famigliari.
Stefano Vigorelli
(PAGINE 70)
 
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