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Friday 12 September 2003 - 02:38
Il Poster e Victor Vasarely    
di Andrea Milano
Il poster e' stato per la nostra generazione quello che le stampe furono per le generazioni che ci avevano preceduto, in sostanza un metodo di diffusione a costi molto ridotti,dell'arte e dell'immaginario di un epoca .
Il Poster o Affiche illustrato ha origini lontanissime (Basta pensare alla produzione della fine dell''800) e per sua natura , allora, si sviluppo' soprattutto nel mondo della pubblicita' divenendo in brevissimo tempo l'equivalente degli spot pubblicitari di oggi.
Il suo utilizzo come forma artistica pero', risale proprio alla seconda meta' degli anni 60 quando diversi artisti che rappresentavano le tendenze piu' nuove di quel periodo iniziarono a produrre immagini che venivano stampate apposta per essere diffuse attraverso la forma del "poster".
Questa divenne quindi una forma artistica slegata dal messaggio pubblicitario vero e proprio, divincolandosi cosi' dai tradizionali legami con la pubblicita'per divenire un oggetto d'arte in se' stesso , che potesse seguire dei canali di diffusione alternativa , addirittura in antitesi a quelli delle gallerie d'arte tradizionali.
Ricordate, per esempio, i negozi di Fulgenzi (e la sua rubrica su CIAO 2001…) che diffusero poster e gadgets proprio negli anni che ci sono cari e che tutto potevano essere tranne che gallerie d'arte?
Chi andava in quegli anni a Londra o a New York tornava invariabilmente con uno o piu' poster arrotolati in un tubo di cartone da appendere, magari anche solo con delle puntine da disegno, sul muro sopra al proprio letto.
Ci furono moltissimi artisti che percorsero questo cammino ma ce ne e' uno che credo rappresenti gli anni 70 come pochi altri ed e' Victor Vasarely.
Il suo motto fu: "L'arte per tutti" ed e' per questo che l'ho scelto come esempio dell'artista che piu' e' stato vicino allo spirito del Poster d'arte.
Vasarely nacque in Ungheria nel 1906 e quindi, nell' epoca che ci riguarda, era gia un artista piu' che maturo che aveva attraversato esperienze tra le piu' disparate. Le sue frequentazioni con diverse forme d'arte astratta di matrice matematica e geometrica, lo portarono sempre di piu' ad occuparsi dell'interazione fra percezione e le proprieta' visive intrinsecamente ingannatrici esplorate dalla op art..
Il suo lavoro, si puo' dire prosegua, in un certo senso, il lavoro di grandi artisti dell'illusione ottica come M.C. Esher , legandosi pero' molto piu' di questo alla cultura psichedelica deli anni 60 e 70 che vedeva nel continuo divenire di forme e colori la fonte di una nuova forma d'immagine che ci permetteva di esplorare le parti piu' recondite della percezione sensoriale umana.
Pur essendo immagini statiche (ma Vasarely si e' prodotto anche in immagini cinematografiche, non dimentichiamolo..) i suoi lavori hanno una connotazione innegabilmente dinamica, ci si sente comunque attirati all'interno delle sue immagini e tutto ci sembra fare parte di un universo ottico in continuo divenire. Questo e' il caratteristico sentire che ci attraversa quando siamo al cospetto delle sue opere e di tutte quelle dei vari artisti che si possono accomunare in poche parole sotto l'etichetta della OP art (l'arte ottica da, Optical).
Ma rispetto al poster come forma d'arte "democratica" mi piace ricordare il suo pensiero citandone la visione sociale che lo stesso Vasarely aveva dell'arte.
""The end of a personal art for a sophisticated elite is near, we are heading straight towards a global civilization, governed by the Sciences and the Techniques. We must integrate plastic sensibility into a concrete world... The art of tomorrow will be a common collective treasure or it will not be art at all."
" La fine di un arte personale per una elite sofisticata e' vicina, ci dirigiamo in linea retta verso una civilta' globale, governata dalle scienze e dalla tecnica. Dobbiamo integrare la sensibilità plastica in un mondo concreto…..L'arte del domani sara' un tesoro comune collettivo o non sara' affatto arte"
Non sono certo che le sue profezie si siano avverate o si avvereranno mai.
Certamente i suoi poster sono entrati nelle case di molti, moltissimi di noi e questo ha reso le sue immagini molto piu' popolari di quelle degli artisti che, rinchiusi nei luoghi dell'accademia, non arriveranno mai a toccare l'immaginazione di tanti individui che non frequentano quei luoghi. Anzi, e' proprio attraverso personaggi come Vasarely ed i loro poster che l'arte moderna e' riuscita a portare nei musei anche coloro che forse non ci sarebbero mai arrivati.
Andrea Milano
(PAGINE 70)
 
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