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Friday 25 April 2003 - 03:21
Il Padrino    
di Ernesto Maria Volpe
E' un film che ha fatto epoca, un solco con il passato, un nuovo modo di vedere, interpretare, descrivere la mafia con l'occhio e i mezzi del grande cinema americano. Lo dirige Francis Ford Coppola, che è anche autore della sceneggiatura insieme a Mario Puzo, autore del romanzo da cui è tratto il film. Dopo qualche anno, Coppola confesserà candidamente di aver accettato la regia de 'Il padrino' per procurarsi i soldi per realizzare 'La conversazione', che è sicuramente un gran bel film (prometto un appuntamento con questo film ai lettori di pagine 70), ma non può essere definito storico come 'Il padrino'. Il primo dei tre film di Coppola aventi per protagonista la famiglia Corleone è del 1972, riscuote un gran successo in tutto il mondo, incassa oltre 86 milioni di dollari, vince tre premi Oscar, spacca la critica cinematografica, benevola quella americana, molto meno quella europea; in Italia il film piacque poco a gran parte della nostra critica, davvero poco lungimirante. Accanto ad una serie di personaggi che sono delle riuscite rappresentazioni di un modo perverso eppure realistico di vedere la vita, c'è un dominatore assoluto, il don Vito Corleone di Marlon Brando. Il suo viso sofferente, la sua mascella allungata, le sue mani, un gesticolare insano eppure deciso, il suo corrucciare lo sguardo, il rincorrere il nipote poco prima di morire, la sua reazione alla notizia della morte di Sonny, il suo protagonismo durante i meeting tra capi mafiosi: non c'è da sbilanciarsi troppo nell'affermare che questa interpretazione di Brando è tra le più intense, tra le più caratterizzanti dell'intera storia del cinema. E come dimenticare Robert Duvall, altro attore amatissimo da Coppola, il figlio adottivo del padrino, l'avvocato e consigliere che suggerisce cosa fare, il figlio che don Vito avrebbe voluto avere prima che Mike prendesse il suo posto? E quel Sonny, quell'irruente, baldanzoso, impulsivo, sconclusionato figlio che si fa ammazzare cadendo banalmente in un agguato per difendere la sorella dalle sevizie del marito: chi lo interpretava? Un grande attore: James Caan. E Michael (Mike), il figlio che torna dalla guerra e non vuole entrare nelle vicende di famiglia, ma poi viene costretto a farlo perché il padre è caduto in un'imboscata; prenderà il potere una volta morto il padre, e il personaggio si trasforma, passa dall'osservatore anche un po' critico, al capo assoluto della Famiglia, e diventa anche più spietato dal padre quando ordina omicidi a catena nel giorno del battesimo del nipote. Chi lo interpretava? Un grande attore: Al Pacino. E il terzo figlio, quel Fredo che appare distaccato, quasi un personaggio schivo, non gradito. Chi lo interpretava? Un grande attore: John Cazale. E Kay, la seconda moglie di Mike, chi era? Una grande attrice: Diane Keaton. E tutti gli altri attori e caratteristi che interpretano il ruolo dei mafiosi: da Al Lettieri a Richard Castellano. E poi aggiungiamo il cast italiano: Franco Citti, Saro Urzì, Simonetta Stefanelli e Corrado Gaipa. Questi bravi attori riescono a valorizzare la suggestiva parte del film ambientata in Sicilia, con il primo sfortunato matrimonio di Mike. Indimenticabile la Sicilia descritta da Coppola, poche scene, pochi paesaggi che ci rimandano anche a nostre pellicole neorealistiche, a Rossellini, ma soprattutto a Rosi.
E veniamo alle scene clou: non mancano in questo film, a partire dalla festa iniziale per il matrimonio di Connie Corleone, la testa del cavallo nel letto del produttore che non vuol far lavorare un cantante protetto da don Vito, l'omicidio di Sonny al casello autostradale, l'attentato a don Vito mentre acquista la frutta, il pestaggio di Mike al cognato che picchia la sorella, la morte di don Vito nell'orto, gli omicidi in successione durante il battesimo del figlio di Connie, la terribile morte di Apollonia, moglie italiana di Mike, che salta in aria mettendo in moto l'automobile del marito, e poi il funerale di don Vito, il meeting con il boss Barrese, l'omicidio del fedele gorilla di Corleone pugnalato alla mano e poi strangolato, la frase più volte ripetuta: gli faremo un'offerta che non potrà rifiutare, il senso dell'onore e del rispetto imposto dal padrino. E come dimenticare la colonna sonora del grande Nino Rota, cui fu clamorosamente negato il premio Oscar?
'Il padrino' ben rappresenta anche il periodo di svolta della mafia, che si trova costretta a decidere, a partire dall'immediato dopoguerra, se entrare nel business della droga: i motivi per cui don Vito si trova in contrasto con gli altri capi sono proprio dovuti al suo rifiuto ad entrare nel giro sporco della droga. Un aspetto che in minima parte rivaluta il personaggio, cosciente della differenza (anche morale) esistente tra gestire alcool, prostituzione e sale giochi piuttosto che la polvere che dà la morte.
Due anni dopo, nel 1974, Coppola avrebbe girato 'Il padrino parte seconda', un altro grandissimo film: ne riparleremo.
IL PADRINO
Anno: 1972
Nazione: Stati Uniti
Durata: 175 m
Regia: Francis Ford Coppola
CAST
Marlon Brando
Al Pacino
Robert Duvall
James Caan
Diane Keaton
John Cazale
Talia Shire
Sterling Hayden
Richard Castellano
Richard Conte
Al Lettieri
ERNESTO MARIA VOLPE
(PAGINE 70)
Visita il suo sito: http://volper.interfree.it
 
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