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Tuesday 14 January 2003 - 01:02
Atlas Ufo Robot    
di Gianpietro Vairo
Il 4 aprile 1978, nell'ambito del contenitore "Buonasera con… Maria Giovanna Elmi", andò in onda sulla Rete 2 un nuovo cartone animato giapponese intitolato "Atlas Ufo Robot". Il genere e la provenienza del cartone rappresentarono una grossa novità per i telespettatori italiani dell'epoca, abituati alle classiche produzioni americane targate Hanna & Barbera, Walt Disney e Warner Bros.
La storia raccontata in Atlas Ufo Robot fu partorita dalla mente fantasiosa di Go Nagai, ideatore di svariati supereroi, alcuni dei quali famosi anche in Italia: Mazinga Z, Jeeg Robot d'Acciaio, Gaiking. Goldrake è il nome dell'astronave con cui il principe Duke Fleed, principe del pianeta Fleed, riesce a fuggire dal suo pianeta distrutto dal perfido imperatore Vega. Dopo anni di peripezie nell'universo sconfinato giunge sulla Terra dove incontra il dottor Procton, capo del Centro di Ricerche Spaziali. Lo scienziato, dopo avergli dato il nome di Actarus, decide di proteggerlo e gli trova un lavoro presso una azienda agricola, alle dipendenze di Rigel. Un brutto giorno l'imperatore di Vega decide di conquistare il pianeta Terra. Actarus, memore della protezione offerta dal dottor Procton ed estremamente riconoscente nei suoi confronti e nei confronti dell'umanità in genere, decide di uscire allo scoperto e di combattere i mostri di Vega utilizzando la sua astronave Ufo Robot Goldrake. Le armi a disposizione di Actarus-Goldrake sono le più fantasiose e potenti: si va dalle lame rotanti ai missili perforanti, dalla pioggia di fuoco ai boomerang elettronici, dall'alabarda spaziale al maglio perforante, dai disintegratori paralleli ai missili digitali. Ogni combattimento in genere termina con l'utilizzo del raggio antigravità che permette ad Actarus-Goldrake di sollevare il robot avversario e di abbatterlo definitivamente con l'ausilio del tuono spaziale.
Dopo numerosissime battaglie Actarus riesce a sconfiggere l'esercito di Vega, libera la galassia dal suo oppressore e torna trionfante sul suo pianeta di origine a bordo del suo inseparabile e fiammante Goldrake.
Atlas Ufo Robot aveva delle caratteristiche molto particolari per il pubblico televisivo degli anni '70: fra le tante novità era il primo cartone animato proveniente dal lontano Giappone e faceva sfoggio di colori sfavillanti (la Rai aveva iniziato le trasmissioni a colori da poco più di un anno): un'altro aspetto significativo relativo alla produzione di questo cartone animato e che appariva in quegli anni un qualcosa di fantascientifico era l'utilizzo del computer.
Come al solito le novità sconvolgono sempre le certezze acquisite e così avvenne anche per Atlas Ufo Robot. Buona parte della critica non fu per nulla benevola nei confronti di questo nuovo cartone animato, sottolineandone in maniera esagerata l'apparente violenza di fondo. La realtà era in effetti diversa: il pubblico televisivo e i critici erano abituati ai classici e rassicuranti cartoni animati americani. La novità rivoluzionaria di questa nuova serie faceva addirittura paura: alcuni censori dell'epoca videro addirittura messaggi diseducativi in questo cartone animato.
Approfondendo l'analisi delle trame e dei personaggi si scopre, invece, che il messaggio di fondo non è per nulla negativo: dietro l'apparente violenza e le continue esplosioni apocalittiche provocate dai mostri di Vega (retaggio sicuramente da ascrivere alle tragiche conseguenze delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki) la serie di Goldrake insegnava al giovane pubblico televisivo di allora il rispetto per la natura e per gli uomini. Le battaglie per la liberazione del pianeta Terra ispiravano inoltre un positivo sentimento di fratellanza e una volontà di forte coesione fra tutti gli uomini: è evidente, da questo punto di vista, la matrice tipicamente nipponica della storia di fondo.
L'enorme successo della serie televisiva rappresentò un eccezionale traino per le sigle musicali: la sigla iniziale "Ufo Robot", rimasta invariata per tutte e tre le edizioni, raggiunse addirittura il quarto posto nella Hit Parade (giugno 1978).
Atlas Ufo Robot (Titolo originale UFO Robot Grendizer)
Serie originale composta da 74 episodi (prodotti dal 1975 al 1977)
Studio di produzione Toei Doga
Autore Go Nagai
Direttore dell'animazione Toshio Ketsuta
Disegnatori Kazuo Komatsubara (primi 48 episodi); Shingo Araki (i rimanenti 26 episodi)
Colonna sonora Shunsuke Kikuchi con la collaborazione di Shozo Uehara e Keisuke Fujikawa
Registi Tomoharu Katsumata, Masamune Ochiai e Masayuki Akemi
Prima serie edizione italiana
Trasmessa nell'ambito del contenitore "Buonasera con... Superman e Atlas Ufo Robot" a partire da Martedì 4 Aprile 1978 alle 18,45 sulla Rete 2
Serie composta da 24 episodi (della serie originale giapponese non fu trasmesso l'episodio numero 15)
Seconda serie edizione italiana
Trasmessa nell'ambito del contenitore "Buonasera con... il Quartetto Cetra" a partire da Lunedì 11 Dicembre 1978 alle 19,05 sulla Rete 2
Serie composta da 26 episodi
Terza serie edizione italiana
Trasmessa nell'ambito del contenitore "Buonasera con... Peppino De Filippo" a partire da Lunedì 10 Dicembre 1979 alle 18,50 sulla Rete 2
Serie composta da 21 episodi (della serie originale giapponese non furono trasmessi gli episodi numero 59 e 71)
Gianpietro Vairo
(PAGINE 70) 
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