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Monday 16 December 2002 - 02:15
Taxi Driver    
di Ernesto Maria Volpe
Da quel giorno salire su un taxi non fu più la stessa cosa: dopo aver visto 'Taxi driver' sembrava quasi che tutti i tassisti dovessero avere il volto di Robert De Niro, l'uomo che è costretto suo malgrado a fare con i conti prima con una donna che lo abbandona, e poi con una giovanissima prostituta, e a far fuori una banda di delinquenti che sfrutta quest'ultima. Il tassista Travis-Robert De Niro rimarrà impresso a lungo negli occhi dei cinefili che hanno visto e rivisto 'Taxi driver', in assoluto il film più proiettato nelle cosiddette sale d'essai di fine anni settanta (la pellicola è del 1975). Eppure il film, che non è certo il migliore dell'accoppiata Martin Scorsese-Robert De Niro, recava in sé più di un messaggio ambiguo. Se è vero che ci presentava affascinanti tratti di buio metropolitano della New York notturna, cupa e violenta di quegli anni, se è vero che il tassista è un reduce dalla sporca guerra del Vietnam ed è quindi immediatamente assimilato alla figura di un disadattato cronico, è anche vero che la spirale di violenza che nasce intorno a Travis non vede il protagonista prendere le giuste distanze dagli sfruttatori della ragazza, né l'uomo è in grado di denunciare le malefatte altrui alla giustizia. E il compiacimento dei suoi colleghi tassisti che lo fanno diventare una specie di loro paladino o di simbolo della giustizia doveva forse indurre a riflessioni di un certo genere.
Non siamo chiaramente ai livelli de 'Il giustiziere della notte', forse solo perché la scelta finale dell'isolamento da parte del tassista ne sminuisce, finalmente, la fama di paladino dell'ordine, e lo riconduce verso un'esistenza normale, scandita solamente da quel minimo di attenzione ai fatti, violenti, indesiderabili, tragici che accadono intorno a noi in tutte le grandi metropoli (e gli anni a venire avrebbero purtroppo accentuato questa tendenza) ma che non devono comportare, quasi fosse una ineluttabile conseguenza, l'acquisto di una pistola da parte di chiunque ritenga di essere 'un buon cittadino'.
Resta da dire che il film si avvale, oltre che di un Robert De Niro perfetto camaleonte del grande schermo, di una lunga apparizione della giovanissima Jodie Foster: chi avrebbe pensato che dietro lo sguardo forzatamente provocante della giovane prostituta si sarebbe nascosta la classe di una delle più brave attrici degli anni a venire?
CREDITI
Anno: 1976
Nazione: Stati Uniti
Durata: 113 m
Regia: Martin Scorsese
CAST
Robert De Niro
Cybill Shepherd
Jodie Foster
Harvey Keitel
Peter Boyle , Albert Brooks , Joe Spinell , Martin Scorsese
ERNESTO MARIA VOLPE
(PAGINE 70) 
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