|
Saturday 07 December 2002 - 05:27
Jack Kerouac - On the Road    
di Crocifisso Dentello
Il mitico esordio di Kerouac è datato 1959 (edizione italiana) si domanderà un profano, che c'azzecca con i magici Settanta? Bè, caro profano, trent'anni fa On the road era la lettura obbligata di qualsiasi giovane. Se avessimo la facoltà di viaggiare nel tempo e di curiosare qua e là tra gli oggetti personali di un adolescente di quegli anni, scorgeremmo, nove volte su dieci, una copia gualcita e ben assimilata di On the road.
"Sulla strada" più che premiare il talento di uno scrittore ha imposto una star. Anzi una rockstar con tutte le caratteristiche dei divi maledetti degli anni Sessanta e Settanta. Proprio quelli che si sono formati sui suoi libri. La morte prematura di Kerouac a 47 anni lo ha consegnato nel mito, la sua fine assomiglia così tanto a quella, tragica, di tante star del rock, da Jimi Hendrix a Jim Morrison. Miti che sono diventati subito dei "contenitori" in cui ognuno ha voluto aggiungere senso proprio. E' accaduto anche per Kerouac. Nel giro di pochi anni il monumento era pronto per l'uso: alcol, droghe, generale irrequietezza, romanticismo, gusto per il viaggio, per la dimensione dell'avventura.
Osservando le numerose citazioni di "Sulla strada", nell'immaginario collettivo quello non è un libro, ma una favola, una metafora, forse un desiderio di libertà. La verità è che lo scrittore americano non fa parte di un semplice archivio di scrittori amati, ma è una presenza ineluttabile nell'album dei ricordi di ognuno, insieme ai compagni di giochi, ai sogni, ai desideri che hanno popolato l'adolescenza. Oggi incontri un quarantenne, può essere un operaio o un industriale, gli nomini Kerouac e vedrai apparire un sorriso sul suo volto e una nostalgia, e ti confesserà questo lontano amore. Lo confesserà come un lontano peccato, come due tiri di hashisc o un amore illegale.
Il mito della Beat Generation ha spopolato negli anni Sessanta, tuttavia la forza di comunicazione di quel gruppo di poeti e scrittori invece di esaurirsi s'è propagato come un indomabile contagio anche alle generazioni successive. Alcuni temi simbolo della B.G. sono pertanto divenuti patrimonio comune al quale i ragazzi degli anni Settanta hanno poi attinto a piene mani. Il segreto dei beat è l'avere impersonato un sogno universale: essere davvero liberi, fuori dalla gabbia dei condizionamenti.
Il rifiuto della guerra, il diffondersi della coscienza ecologista, la rivoluzione sessuale, la depenalizzazione dell'uso della marijuana, il rispetto per le terre e i popoli indigeni, l'attenzione alle filosofie orientali. Questi i temi che negli anni Settanta condizionavano gli umori, le proteste, i sogni, le speranze di tutti i giovani.
"Sulla strada", dalle cui pagine è nato, come ha giustamente affermato Burroughs, Woodstock, ha finito per incarnare simbolicamente qualsiasi forma di opposizione. Il viaggio di Sal e Dean (in realtà l'autore e l'amico Neal Cassady) lungo le strade infinite del Texas e del Messico, è in definitiva un viaggio verso il nulla, nel quale ciò che importa non è arrivare, ma andare, muoversi nella speranza di esorcizzare un'ansia e un male di vivere sempre crescenti, a dispetto delle rischiose vie di fuga offerte dall'alcool o dalla marijuana.
Il bisogno di ribellarsi, il valore dell'amicizia, la ricerca dell'autenticità, il senso di una comune appartenenza, temi-simbolo di On the road, hanno rappresentato negli anni Settanta quella leggendaria utopia di un mondo migliore che ha entusiasmato milioni di ragazzi senza distinzioni di sesso, religione e politica.
"Sulla strada": un libro di culto che ha travalicato i confini letterari e che in qualche misura è divenuto uno stile di vita e di pensiero e che rimane indelebilmente scritto nel grande libro della memoria come uno dei ricordi più belli, più intensi, più magici che l'arte della creatività letteraria ha saputo regalarci.
SULLA STRADA: COME COMINCIA
"La prima volta che incontrai Dean fu poco tempo dopo che mia moglie e io ci separammo. Avevo appena superato una seria malattia della quale non mi prenderò la briga di parlare, sennonchè ebbe qualcosa a che fare con la triste e penosa rottura e con la sensazione da parte mia che tutto fosse morto. Con l'arrivo di Dean Moriarty ebbe inizio quella parte della mia vita che si potrebbe chiamare la mia vita lungo la strada"
JACK KEROUAC: LA VITA, LE OPERE
Jack Kerouac, scrittore americano (Lowell, Massachusetts, 1922 - Saint Petersburg, Florida, 1969). Nella sua opera manifestò in "prosa spontanea", l'inquietudine, l'ansia mistica e il desiderio di fare della vita un'esperienza sempre nuova propri della Beat Generation, di cui Kerouac, con Sahl e Ginsberg, fu il massimo esponente. Fra i suoi romanzi: "Sulla strada" (1957), "I vagabondi del dharma" (1958), "I sotterranei" (1958),
"Big Sur" (1962). E' anche autore di una raccolta di poesie, "Mexico City Blues (1959) e di un libro di note di viaggio, "Il viaggiatore solitario" (1960). Tra i suoi ultimi scritti si ricordano "Satori a Parigi" (1967) e "Vanità di Duluoz" (1968).
Crocifisso Dentello
(PAGINE 70) 
|