|
Thursday 10 October 2002 - 06:46
Leonardo David, sfortunato Campione    
di Stefano Vigorelli
Fatalità, sfortuna, negligenza, superficialità. Queste e tante altre parole a fiumi, polemiche, disperazione, lacrime, tanto è stato speso inutilmente dopo che la giovane vita di Leonardo David se n'è andata troppo presto, in un contrasto troppo stridente con la sua allegria, la sua semplicità e il suo coraggio di ragazzo all'apice della sua vita e della sua carriera sportiva.
Di buone maniere, sguardo dolce ma al tempo stesso atleta di carattere, David aveva un talento cristallino, una classe innata che lo portò al vertice dello sci mondiale già molto giovane a soli 18 anni. Di qualche anno più giovane di Ingemar Stenmark, era considerato l'unico atleta emergente in grado di poter arginare lo strapotere dell'immenso slalomista svedese, ancora oggi recordman in Coppa del Mondo con le sue 86 vittorie.
Il rimpianto cresce ancora di più se pensiamo che Leo sarebbe stato lo sciatore che generazionalmente avrebbe rappresentato la continuità dello sci italiano dal periodo-Thoeni-Valanga Azzurra al periodo-Tomba: Thoeni infatti si ritirò nel 1980, mentre Tomba vinse la sua prima gara nel 1987. Se consideriamo che David vinse la sua prima (e putroppo unica) gara di Coppa del Mondo nel 1979 i conti tornano.
Guarda caso nel periodo 1980-1987 la nazionale azzurra di sci non fu in grado di esprimere nessun vero campione capace di vincere ad alto livello con continuità, poichè gli atleti veramente competitivi si potevano contare sulle dita di una mano (Mair in discesa libera, Erlacher, Toetsch e Pramotton negli slalom). La conseguenza fu che negli anni ottanta lo sci praticamente sparì dalla televisione e dalle prime pagine dei giornali, se lo ricordano bene i pochi e fedeli appassionati di questo sport, per i quali nel periodo pre-Internet le uniche ancore di salvezza erano le telecronache di Sandro Vidrih su Capodistria e di Giuseppe Albertini e Libano Zanolari sulla Televisione Svizzera Italiana.
Fu proprio per cercare di "costruire" David come atleta in grado di vincere la Coppa del Mondo, che gli allora responsabili tecnici dello sci azzurro decidono di lanciarlo in discesa libera: Leo deve infatti raccogliere nelle combinate i punti necessari per superare Stenmark. Il periodo di vacche grasse della Valanga Azzurra è finito, lo strepitoso svedese domina in lungo e in largo e non lascia agli altri nemmeno le briciole, e David è l'unico potenziale salvatore della patria in circolazione. Per salvare baracca e burattini Leo "deve" vincere, se no tutti a fare le valigie e a casa.
Gli addetti ai lavori sono già tutti sicuri del suo radioso avvenire, il dibattito riguarda solamente se il campione valdostano dovrà essere cresciuto a fare il nuovo Thoeni - cioè un plurivincitore di vittorie singole e uno specialista degli slalom - o un nuovo Killy - cioè uno sciatore polivalente capace di buttarsi in discesa libera e rubare punti in combinata a Stenmark, che non disputava le discese.
Purtroppo David, campione degli slalom, subisce due brutte cadute nelle ultime due discese libere che correrà: la prima durante i Campionati Italiani a Cortina, la seconda - quella fatale - dopo una decina di giorni negli Stati Uniti durante la preolimpica di Lake Placid del 3 Marzo 1979. Sta di fatto che dopo quest'ultima Leo non si sveglia più, rimanendo in coma per sei lunghi anni durante i quali le speranze di tutti si alternano alla disperazione. Il campione si spegne il 26 Febbraio 1985, come ricorda una lapide esposta fuori dalla chiesa di Oberteilplats nel suo paese natale Gressoney la Trinitè.
Nato nella località valdostana il 27 Settembre 1960, David si mette in luce nel 1978 vincendo la Coppa Europa.
Apre la stagione di Coppa del Mondo 1978/79 con un sorprendente 3° posto nel gigante di Schladming, mentre gli bastano solo altri dodici giorni per raggiungere anche il suo primo podio in slalom speciale a Kranjska Gora. Dopo altri quattro piazzamenti tra i primi dieci, arriva il momento del secondo posto dello slalom di Jasna, a cui fa seguito, il 7 Febbraio 1979, la sua vittoria nello slalom di Oslo nel quale regola Stenmark e Phil Mahre con una splendida seconda manche. Putroppo tre giorni dopo, il suo settimo posto nel gigante svedese di Åre gli porterà gli ultimi punti guadagnati in Coppa del Mondo.
Nella classifica generale di Coppa è quindi undicesimo; è ottavo nel ranking dello slalom con un primo, un secondo, un terzo, un sesto e un settimo posto; è quindicesimo nel gigante con un terzo, un sesto, un settimo e due noni posti.
Stefano Vigorelli
(PAGINE 70) 
|