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Tuesday 09 July 2002 - 01:49
Italia - Germania 4-3    
La più bella partita di calcio che sia mai stata giocata.
 (PAGINE 70) - Italia - Germania del 1970 non fu una semplice partita di calcio. In essa si mescolarono tante di quelle componenti che alla fine fecero quasi passare in secondo piano il fatto puramente sportivo per innalzare quello puramente fiabesco. Italia - Germania rappresenta in se' il classico esempio di come, a volte, il naturale ed incredibile evolversi degli eventi riesce a superare anche la più fulgida immaginazione di uno scrittore professionista che decide di scrivere un romanzo su di una partita di calcio.
E' il 17 Giugno 1970. In Messico stanno per concludersi i Mondiali di Calcio. Quattro squadre sono giunte alle semifinali, quattro squadre possono cullare il sogno di alzare il trofeo più ambito da ogni calciatore. Il Brasile di Pelè, la Germania di Beckembauer, l' Uruguay di Cubilla e l' Italia di Rivera.
Le partite di semifinale si giocano in contemporanea alle ore 16: i brasiliani dovranno vedersela a Guadalajara con gli altri sudamericani dell' Uruguay mentre le due "europee" Italia e Germania si scontreranno fra loro a Città del Messico.
E' sempre il 17 Giugno 1970. Spostiamoci ora definitivamente allo Stadio Azteca, stracolmo degli oltre 103.000 spettatori che può contenere. Le nazionali di Italia e Germania fanno lentamente il loro ingresso in campo. Picchia forte il sole, e picchia forte ancor di più l' idea fissa che assale i 22 protagonisti in campo. Si rendono perfettamente conto di essere ad un passo da quel sogno coltivato fin da bambini; ancora 90 minuti di sofferenza per poi andarsi a giocare la partita della vita. Ma quel giorno, a Città del Messico, il destino aveva già deciso: molti minuti in più e molte altre sofferenze sarebbero servite ai contendenti per guadagnarsi il tanto agognato biglietto per la finale e battersi contro il formidabile Brasile.
L' eterno dilemma di Valcareggi di schierare Rivera o Mazzola alla fine viene risolto con l' utilizzo di quest' ultimo. Partono bene gli azzurri, subito all' attacco ed all' ottavo minuto già in vantaggio. E' Boninsegna a mettere in rete il gol che tagierà le gambe ai tedeschi per quasi tutto l' incontro. La partita segue un canovaccio ben delineato: la Germania alla disperata ricerca del pareggio e gli azzurri a colpire in contropiede cercando di mettere a segno il gol della certezza.
Quando ormai i giochi sembrano fatti ed le lancette del cronometro cominciano a compiere l' ultimo dei 90 minuti regolamentari arriva l' imponderabile: il difensore tedesco Shnellinger, sganciatosi in avanti alla disperata, colpisce di piatto infilando la porta di Albertosi. E' il 90° ed in Italia si stavano già stappando bottigle e ci si stava preparando a scendere in strada per festeggiare. Una beffa.
Si va dunque ai supplementari, quei trenta minuti in piuù da giocare che resero veramente storica questa partita. Al sesto minuto del primo tempo supplementare, visto che le disgrazie non vengono mai da sole, ecco la seconda beffa: Gerd Muller, sfutta un malinteso della difesa azzurra e deposita la palla in fondo al sacco. E' incredibile, dopo aver accarezzato il sogno della finale l' Italia in soli 6 minuti si ritrova inaspettatamente in svantaggio. Passano soli 3 mimuti e torna l' equilibrio: e' Burgnich a mettere in rete sfruttando al meglio una punizione di Rivera mal controllata dalla difesa tedesca. 2-2. Il telecronista Nando Martellini, nell' occasione disse: "Il difensore Burgnich ha restituito il gol messo a segno dall' altro difensore Schnellinger e siamo di nuovo in parità". Era cosa abbastanza rara che agli inizi degli anni 70 un difensore potesse andare a rete.
L' Italia insiste, ora sa che può farcela e due minuti dalla fine del primo tempo supplementare riassaporiamo il profumo della vittoria. Da Rivera a Domenghini, cross per Riva che controlla e sferra un tiro che batte Maier e ci porta sul 3-2. Andiamo al riposo in vantaggio.
Tornati in campo dopo soli 5 minuti la Germania riacciuffa il pareggio. A segnare è ancora il piccolo Gerd Muller che infila Albertosi per la terza volta in una circostanza a dir poco rocambolesca: la palla, colpita dal centravanti tedesco, passa proprio accanto a Rivera che era appostato a protezione del palo. Un tiro assurdo che a guardarlo cento volte non si riesce ancora a capire come possa essere entrato. I tedeschi festeggiano, gli azzurri sono increduli. 3-3.
Palla al centro. Uno, due, tre passaggi. Fuga di Boninsegna sulla sinistra, palla al centro per Rivera che si trova praticamente la porta spalancata con il solo portiere Maier a tentare di difenderla. E' magico quel colpo di piatto, è storico, è preciso. Maier da una parte e pallone dall' altra. E' il gol del 4-3. E' il gol della vittoria. E' il gol che trascina milioni di italiani in strada e che ci regala la possibilità di andarci a giocare una finale del Campionato del Mondo. E' l'epilogo di quella che è da sempre considerata la partita del secolo. Allo Stadio Azteca di Città del Messico, in memoria di quell' incontro memorabile, fu messa una targa. La targa è ancora lì. Anche il cuore di tutti noi è rimasto ancora lì, a quell' assolato pomeriggio messicano che ha mostrato al Mondo intero il grande Cuore di una grande nazione, la nostra.
ITALIA - GERMANIA 4:3 (1:0)
17.06.1970 (ore16.00) Città del Messico, Stadio Azteca
(Spettatori: 103000)
ITALIA: Albertosi, Cera, Burgnich, Bertini, Rosato (94 Poletti),
Facchetti (c), Domenghini, Mazzola (46 Rivera),
De Sisti, Boninsegna, Riva
GERMANIA: Maier, Schnellinger, Vogts, Patzke (66 Held),
Schulz, Beckenbauer, Overath, Seeler (c),
Grabowski, Muller, Lohr (52 Libuda)
1:0 Boninsegna (7), 1:1 Schnellinger (90)
1:2 Muller (95), 2:2 Burgnich (98)
3:2 Riva (104), 3:3 Muller (110)
4:3 Rivera (111)
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