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Sunday 15 September 2002 - 01:10
La NSU Prinz    
di Emiliano Boschello
Nel 1873, nella cittadina di Neckarsulm in Germania, tali Heinrich Stoll e Christian Schmidt iniziarono la loro attività di produttori meccanici: nel dare un nome alla loro fabbrica, usarono le prime lettere dei fiumi che scorrevano vicino al loro insediamento industriale, cioè il Neckar ed il Sulm, ottenendo così una sigla destinata a diventare storica: NSU.
Cento anni dopo, nel 1973, usciva di produzione l'ultima utilitaria bicilindrica prodotta dalla casa, la Prinz 4. In mezzo, la bellezza di cento anni di gloriosa storia legata alla produzione di biciclette, scooter, motociclette ed infine automobili medie e piccole.
Ed è proprio di queste ultime che ci vogliamo occupare in questa occasione.
Il nome NSU, pur con tutta la sua grande storia alle spalle, è legato a doppio filo ad una piccola automobile che si porta dietro da sempre la fama di porta sfiga, specie se di livrea verde scuro e se guidata da canonico uomo di mezza età con cappello in testa: ovviamente, sto parlando della Prinz 4. Veniva chiamata anche "saponetta", "Corvair dei poveri", "vasca da bagno" e non c'è articolo sui flop della storia dell'automobile che non l'annoveri nella lista, ma io ritengo che tutto ciò sia ingiusto o quantomeno eccessivo e da tempo sto conducendo una campagna Pro-Prinz per ridare dignità alla piccola bicilindrica di Neckarsulm.
Ad essere onesti, non si può certo annoverarla tra i capolavori del design mondiale, ma bisogna considerare che la linea della Prinz tutto sommato rispondeva ai canoni estetici dell'epoca, seguendo (come la Fiat 1300-1500) la scuola americana della Chevrolet Corvair (questa sì sfigata e pericolosa), ed è quindi un macroscopico errore giudicarla con i gusti stilistici attuali! E per quanto riguarda il resto, chi comperava Prinz 4 (e non furono pochi) si ritrovava con una onesta utilitaria affidabile che faceva, anche se lentamente, il suo dovere.
Eh, sì… lentamente… d'altra parte il suo piccolo bicilindrico non poteva garantire scariche di adrenalina (se non sul bagnato e in poche altre occasioni causa motore posteriore) e consentiva alla vettura di avere solo uno spunto appena sufficiente per muoversi con una certa disinvoltura. Ma c'è comunque da dire che anche le altre 600 del periodo non garantivano di meglio e quasi tutte erano anche più costose e meno rifinite, circostanza questa che consentì alla piccola tuttodietro tedesca di ottenere più che decorose vendita anche in Italia, notoriamente popolo di smanettoni dall'acceleratore facile... Dati alla mano, la NSU detenne per un certo periodo la leadership della più venduta tra le straniere: prendendo ad esempio l'anno 1970, in Italia, arrivarono quasi 42.000 mila unità del solo modello Prinz 4, surclassando best seller stranieri quali Escort, Kadett e l'agguerrita Simca 1000.
Non male, per una sfigatissima vasca da bagno, no?
La storia della Prinz è più lunga di quel che si potrebbe credere.
Forse qualcuno si è chiesto cosa significhi quel "4" dopo il nome Prinz … Semplicemente, significa quarta evoluzione di un modello che affonda le sue radici nel 1958.
A dire il vero, le Prinz 1, 2 e 3 (molto simili tra loro), in Italia, sono poco più di una curiosità, infatti forse solo pochi appassionati della marca ricordano come erano: si trattava comunque anche in questo caso di bicilindriche a motore posteriore da 583cc con potenza da 20 a 30 cv circa ma le similitudini con la 4 si fermano qui.
Nel 1961, la NSU che era stata fino a poco tempo prima anche assemblatrice su licenza di vetture Fiat; presenta la quarta serie delle Prinz (tipo 47), totalmente rinnovata rispetto alle precedenti, rivoluzionando l'estetica ed adottando il noto stile "a barchetta" anziché le tondeggianti linee delle precedenti serie. Insomma, ora la Prinz si presentava come una vera macchina con quattro posti comodi e non come una microvettura quali di fatto erano le vecchie serie!
Meccanicamente, il motore bicilindrico posto posteriormente e raffreddato ad aria vede un piccolo aumento di cilindrata, ora di 598cc, ma mantiene la potenza di 30cv delle serie precedenti, un dato che la dice lunga sull'impostazione tranquilla e utilitaristica della vettura, ripagata con una affidabilità a tutta prova e con una comodità forse sconosciuta ad altre piccole dell'epoca.
La Prinz, infatti, sembra più una media che una piccola cilindrata e la cosa, con il tempo, verrà enfatizzata delle successive versioni di cilindrata superiore e con lunghezza e passo leggermente allungato.
Ecco, proprio queste ultime versioni, a mia opinione, sono quelle che meritano meno sotto l'aspetto estetico, davvero sgraziate con strane fanalerie e lunghezza accentuata ad appesantire notevolmente il simpatico disegno di origine della Prinz.
Il… "degrado estetico" (scherzosamente parlando) della serie comincia nel 1964 con la presentazione della sorella maggiore Prinz 1000 (tipo 67-a), modello che affianca la 4 che ovviamente resta in listino.
All'esterno si riconosce a colpo d'occhio per l'inspiegabile adozione di una ampia fanaleria ovoidale e di una striscia "satinata" con l'indicazione del modello che li unisce. I gruppi ottici posteriori a tre elementi rotondi separati e la lunghezza superiore di 30 cm contribuiscono a concludere un non certo entusiasmante quadro d'insieme, esteticamente parlando.
Come indica la sigla, la nuova vettura dispone di un motore di cilindrata superiore, un 996cc ora a quattro cilindri con 43cv che riscatta le scarne prestazioni della sorellina e che consigliano l'adozione di serie dei freni a disco anteriori (solo a richiesta sulle bicilindriche).
L'escalation delle potenze è appena agli inizi e verrà confermata con l'arrivo in famiglia delle immancabili versioni sportive che assumeranno il nome di TT: il debutto della serie avviene nel Settembre del 1965 con la presentazione della 1000 TT, con piccole modifiche estetiche (ora il frontale ha quattro fanali rotondi) e meccaniche. Il motore è sempre un quattro cilindri trasversale posto al retrotreno come per la Prinz 1000, ma ora con cilindrata di 1085 centimetri cubi che consentono l'erogazione di 55 cavalli.
Sempre il 1965 vede l'arrivo della più sgraziata della famiglia delle derivate Prinz: la versione Typ-110 (progetto 77) con il passo ulteriormente allungato e con un musetto che presenta una ampia e sconcertante "grigliatura" con un profilo cromato che incornicia anche gli ampi fari rettangolari. Il motore è lo stesso della TT con potenza di 53cv oppure un 1177cc da 60cv (110 SC).
Questi due modelli (TT e 110) verranno prodotti per due soli anni scarsi prima di ricevere aggiornamenti, dato che già nel 1967 verranno rivisti almeno parzialmente tutti i modelli della casa.
La gamma Prinz (la versione 4 cilindri diverrà solo 1000) riceve un moderato restyling teso ad unificare esteticamente i modelli (oltre al resto, nel frontale un profilo unisce i fari anteriori) mentre.le versioni sportive diventano ora due.
Infatti, la vecchia TT 1000 prende ora il nome di TT (ricevendo al contempo un quattro cilindri 1177cc con 65cv) e ad affiancarla arriva la punta di diamante della gamma., la TTS: prodotto in soli 2402 esemplari, il modello è al top delle prestazioni tra le Prinz, con il 996cc che eroga la bellezza di 70 allegri cavalli che la renderanno ideale base di partenza per numerose elaborazioni sportive.
Novità anche per la super lunga Typ-110 che dispone ora del solo 1200 che le da il nome e diviene in pratica il punto di congiunzione della gamma con la nuova ammiraglia della casa, la RO-80 che debuttò proprio nello stesso anno (1967).
Di lei ci occuperemo a fondo in un articolo tutto suo, dato che è impossibile liquidarla in due parole: ho ritenuto necessario nominarla perchè la RO-80, ambizioso progetto che doveva essere il finale salto di qualità della casa di Neckarsulm, ne è stata invece la totale rovina. La marca, infatti, finirà presto per essere totalmente assorbita dal gruppo Volkswagen a causa dei problemi finanziari dovuti proprio a questo troppo innovativo modello.
Siamo arrivati al 1973: nel pieno di questa crisi, la "Saponetta" che resse brillantemente per oltre un decennio le sorti della casa tedesca, esce di produzione assieme a tutte le sue derivate, dopo circa 625.000 esemplari del solo modello 4 e circa 1.200.000 esemplari di tutta la gamma.
Ma nonostante l'uscita di produzione agli inizi del decennio, questa piccola e borbottante bicilindrica diverrà presto uno dei più significativi simboli dei mitologici anni settanta … e adesso che conoscete meglio il Principe (Prinz in tedesco), non toccate ferro quando vedete passare un esemplare verde scuro!
Scheda tecnica dell'ultima Prinz 4:
Motore posteriore 2 cilindri
Trazione posteriore
Cilindrata di 598cc
Potenza di 30cv-DIN a 5500 giri/minuto
Freni a tamburo sulle quattro ruote (dischi anteriori a richiesta)
Dimensioni: lunghezza 344 cm, larghezza 149 cm
Peso: 555 kg
Velocità massima: 120 km/h
Consumo medio dichiarato di 5.7 litri per 100km
Prezzo: Lire 812.000 (1971, versione 4 L)
Emiliano Boschello
( PAGINE 70) 
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