Jarno Saarinen - Saturday 02 November 2002 - 12:13
di Stefano Vigorelli
Questo articolo è pubblicato su PAGINE 70, il Portale italiano degli anni 70 Torna Indietro
Coloro che si chiedono da dove venga lo "strano" nome Jarno portato dal pilota abruzzese di F.1 Trulli, sappiano che è un nome finlandese. E precisamente il nome del grande motociclista Jarno Saarinen, una leggenda in tutto il mondo e particolarmente in Italia, ancora adorato a quasi trent'anni dalla morte da tanti appassionati tra cui alcuni che gli hanno intitolato prestigiosi moto clubs.
Soprannominato dai suoi connazionali "Paroni" (il barone), il pilota finlandese è stato paragonato a Jim Clark o Ayrton Senna per il suo talento di fuoriclasse espresso in una purtroppo brevissima carriera stroncata da un incidente mortale a Monza nel 1973.
Saarinen è inoltre considerato un innovatore, poiché si dice sia stato il primo a introdurre la particolare tecnica per affrontare le curve con il ginocchio interno ad esse, scaturendone uno stile spettacolare.
Nato nel 1945 a Turku, l'antica capitale della Finlandia nel sud del paese quasi affacciata verso Stoccolma, Jarno inizia a diciotto anni nelle corse su ghiaccio dove imparò quel controllo della moto sviluppato più avanti nelle gare in circuito.
Entra nel mondo dei Gran Premi come privato nel 1968, nel 1970 raggiunge già il quarto posto in classifica generale, mentre nel 1971 compie il salto di qualità vincendo in Cecoslovacchia, Italia (350cc) e Spagna (250cc) e salendo sul podio in altre 6 occasioni: è vicecampione del mondo delle 350cc e terzo nelle 250cc; vince inoltre altre 7 gare internazionali salendo sul podio in altre 7.
Nel 1972 è un pilota Yamaha, ma non ancora ufficiale. E' però il suo anno: 7 vittorie nei Gran Premi lo laureano Campione del Mondo delle 250cc e nuovamente vicecampione delle 350cc. Particolarmente esaltante è la vittoria a casa sua a Imatra, dove più di 50.000 finlandesi accorrono per festeggiare il loro campione. Altre 22 (!) vittorie in gare internazionali tra 250cc, 350cc, 500cc, 750cc e 1000cc completano la stagione della sua consacrazione definitiva.
Nel 1973 la Yamaha, stufa di vedere Saarinen battere regolarmente i piloti del suo team, lo fa entrare nella sua squadra ufficiale. Ma Jarno non ha paura delle imposizioni della casa del diapason, e quando questa cerca di imporgli i suoi ordini minaccia i dirigenti del team di comprarsi una moto privata da qualche importatore, costringendo così la Yamaha a gettare la spugna: Giacomo Agostini e la sua MV sono troppo forti e il finlandese sembra l'unico in grado di fargli paura.
Purtroppo il destino decide che questa sarebbe stata l'ultima stagione di Jarno. Egli si presenta il 20 Maggio a Monza con l'incredibile "score" di due vittorie su tre gare in 250cc e tre vittorie su tre gare in 500cc (a cui si possono aggiungere altre tre vittorie in gare internazionali tra cui Daytona), nonché con la certezza di aver dimostrato all'estabilishment della classe regina di essere divenuto una stella di prima grandezza, capace di poter mandare in pensione un'intera generazione di campioni.
In una pista dall'asfalto mal rifatto, durante la gara delle 350cc una perdita d'olio alla Benelli di Villa costringe il pilota ai box, da dove però il suo team lo rimanda sul tracciato poiché manca solo un giro alla fine della gara: il risultato è un quinto posto e una pista inondata d'olio.
Dopo la gara il giornalista Christian Lacombe, preoccupato dallo stato dell'asfalto insiste con i commissari perché venga pulito: per tutta risposta viene minacciato di essere buttato fuori. Anche il pilota John Dodds protestò ma venne trattato allo stesso modo, cercò allora di avvertire quanti più colleghi potè ma non riuscì a parlare con Jarno.
Alla prima curva della gara delle 250cc, il capofila del gruppo l'italiano Renzo Pasolini scivola inevitabilmente sull'olio. Saarinen gli è incollato e non può evitare la collisione che coinvolge altre 13 moto: Jarno e il nostro Pasolini muoiono sul colpo.
La gara viene interrotta dopo due giri; Suzuki, MV, Harley e Yamaha si coalizzeranno per chiedere regole più sicure; il team di Jarno non prenderà il via per il resto della stagione: il motociclismo doveva cambiare.
Resta il dolore di un intero popolo e di migliaia di appassionati, nonché il rimpianto per quello che Saarinen avrebbe potuto fare negli anni a venire con le potenzialità di poter diventare il più grande centauro di tutti i tempi.
Stefano Vigorelli
(PAGINE 70) [WM]