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| Il cantante è morto ieri mattina alle otto nell'ospedale San Paolo di Milano. Era ricoverato dal 29 agosto |
| Addio Lucio Battisti signore delle Emozioni |
| Il funerale sabato a Molteno ma non sarà in forma pubblica |
| di Antonio Dipollina (dal quotidiano "Repubblica" del 10 Settembre 1998) |
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MILANO
- L'ultimo aggravamento nella notte, la telefonata a moglie e
figlio, la corsa per vederlo vivo ancora per pochi istanti. Lucio
Battisti, 55 anni, smette di vivere alle 8 del mattino di un 9
settembre. Il cappellano del San Paolo gli ha dato l'estrema unzione da
qualche ora, racconterà di un viso scavato e di occhi che non cercavano
più nulla.Battisti aveva perso conoscenza da ore, lo spostamento in terapia intensiva di lunedì mattina era legato alla crisi ultima, risolutiva: intubato, appeso a fili. Nessun accanimento terapeutico, spiegherà l'eroe positivo di questa pessima vicenda, il direttore del San Paolo Franco Sala, stretto per giorni tra diritti e doveri difficilissimi da gestire. Da subito, invece, dal primo giorno di ricovero una "alleanza terapeutica" con il paziente che accetta tutto, anche una terapia sperimentale contro il male che lo devasta. Il fisico attaccato ferocemente dal male, la condizione di dializzato che impedisce o rende inutili le cure ad alto potenziale, il male che si estende fino a organi delicatissimi come fegato e pancreas. Nessun accanimento terapeutico per Lucio Battisti, il tempo di morire è lì, e se lo porta via. Un secondo dopo, mentre il San Paolo si prepara a diffondere il comunicato ufficiale che parla di "quadro clinico severo fin dall'esordio", la moglie Grazia Letizia Veronesi ribadisce: nessun contatto con i cronisti e con nessuno. Alla camera mortuaria viene affisso un cartello che dice: la salma può essere "vegliata e visitata" solo da Luca Battisti (il figlio), Grazia Letizia Veronesi (la moglie), Alba Rita Battisti (la sorella) Marco e Sergio Veronesi (due cognati). Aumenta l'avvilimento in tutti, che rischia di portare al peggio: nella camera ardente c'è anche un ragazzo di 19 anni, morto la notte precedente. I dirigenti dell'ospedale fanno l'impossibile per rispettare il volere di tutti, dei parenti del ragazzo che vogliono entrare, dei parenti di Battisti che vogliono stare soli. Ma nella confusione generale la situazione è ad alto rischio, a un certo punto sembra addirittura che non facciano entrare i parenti del ragazzo, poi invece sì, la tensione si taglia a fette mentre una ragazza aggredisce un fotografo che scatta così, a caso, tanto per fare qualcosa. Assurdo. Parola scritta decine di volte in questi giorni. Finché arriva una cosa che rischiara un po' il buio di questa giornata e lascia anche un po' sbigottiti: il direttore Sala dice che "da quel che gli risulta" la famiglia non è contraria a un funerale pubblico. Si indaga, si scopre che il funerale avverrà sabato mattina, a Molteno, il paese del Comasco dove Battisti risiedeva. C'è un residence, c'è la sua villa, c'è una chiesetta privata: forse chi vorrà potrà assistervi, portare un fiore, piangere da vicino? No.
A tarda sera don
Carlo Ambrosoni, parroco di Molteno che officierà la funzione, racconta
che sarà un funerale in forma strettamente privata. Per legge, la salma
deve rimanere nell'ospedale ventiquattr'ore, che sono trascorse nel
disbrigo delle pratiche per le esequie, con i mazzi di fiori che
arrivavano, con i telegrammi a pacchi. Di fronte all'ingresso della
camera mortuaria per due volte entra ed esce una Mercedes grigia, due
donne a bordo, la sorella e la moglie Grazia Letizia. Si cerca
soprattutto lei, artefice e compagna degli ultimi trent'anni di vita di
Battisti, del suo isolamento, una donna che rimane un mistero e che del
suo mistero ha avvolto Battisti e tutti quelli che lo amavano, dai tempi
in cui era segretaria al Clan di Celentano, al matrimonio, al disco
firmato insieme nel tentativo di sostituirsi, lei, a Mogol. All'
isolamento totale. Fino a dopodomani, a quella cerimonia che già si
immagina al riparo nel bunker di Molteno, con la gente fuori dai
cancelli del residence. Si era ipotizzata la cremazione, pare che non
sia vero. Si era vociferato di religioni parallele - Testimoni di Geova
- a cui soprattutto la moglie avesse aderito (tanto da aver negato le
trasfusioni, come si è detto? "Sciocchezze", ha risposto il
direttore dell'ospedale). Sarà invece un funerale cristiano con
cristiana sepoltura.Un pullman di concittadini di Battisti è partito ieri, alle due di mattina, da Poggio Bustone diretto a Milano per andare ai funerali del cantautore. Pur sapendo che la cerimonia è ristretta ai familiari, una cinquantina di compaesani hanno voluto lo stesso dimostrare il loro affetto. Immaginando Lucio Battisti, come accade da vent'anni, immaginandolo e basta, fino alla fine. (10 settembre 1998) |
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PAGINE 70: TRIBUTO A LUCIO BATTISTI |