COME DISTRICARSI TRA BANCHE, MUTUI, PRESTITI ED OTTIMIZZARE IL DENARO





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27 Oct 2006, 16:41

Funerali: la classifica per città

Lo so, il tema è di quelli che scatenano gesti apotropaici (o, in italiano corrente, scongiuri). Però l'articolo su reoubblica on-line di oggi mi pareva quantomeno curioso.
E' Roma la città dove passare "all'altro mondo" costa meno. Secondo una ricerca di "Help consumatori", la prima agenzia on line dedicata ai consumi, la capitale, con i suoi 2.155 euro (costo medio), è la città dove fare un funerale costa meno. Milano si piazza, invece, al primo posto con 3.575 euro. Questo se ad organizzare l'ultimo viaggio è un'agenzia privata. Il dato più significativo però, riguarda la sproporzione tra le tariffe comunali (molto più basse) e quelle applicate dai privati.
Nella classifica dei funerali "privati" più economici, dopo Roma si piazzano Napoli, Palermo, Bari, Lecce, Genova e Torino. Chiude Milano, la città più cara. I prezzi rilevati, si riferiscono ad un servizio "all inclusive" comprensivo di: trasporto della salma, pratiche per la tumulazione, feretro in legno massello, bara in legno di noce, zinco interno, valvola zorsol. Sono escluse le tasse cimiteriali comunali, che variano da un minimo di 100 euro ad un massimo di 300 euro e il costo per il lavoro del marmista, che dipende dalle condizioni del loculo.
Ma oltre alla classifica un altro dato, secondo Help consumatori, risulta più significativo: la sproporzione tra le tariffe "comunali" e quelle applicate dai privati. Nei comuni che la prevedono il costo non supera i 1.000 euro, fatta eccezione per il comune di Roma che offre la possibilità di scegliere tra un funerale economico (1.000 euro), medio (1.300 euro) e lusso (1.700 euro) e per il comune di Genova dove l'azienda servizi funebri, che agisce per nome e per conto del comune, applica tariffe pari a quelle di un privato (2.000 euro). I soliti genovesi :)


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26 Oct 2006, 16:14

Ma quanto costa usare l'auto...

Le quattroruote italiane fruttano al Fisco quasi 44 miliardi l’anno tra imposte, tasse e contributi, vale a dire il 30% della spesa complessiva e garantiscono allo Stato introiti pari al 3% del Prodotto Interno Lordo. Un dato che è quasi quadruplicato negli ultimi 20 anni con la voce trasporti nella spesa delle famiglie, pari al 14,2%, rappresenta la terza voce di spesa dopo quelle per l’abitazione (25,5%) e per gli alimenti (19%).
È quanto dallo studio della Fondazione Caracciolo presentato alla 62a Conferenza del traffico e della circolazione, organizzata dall’Aci a Riva del Garda.
Nel dettaglio gli automobilisti italiani contribuiscono al gettito fiscale con 8,2 miliardi per imposte relative all’ acquisto di mezzi, di 7,2 miliardi per imposte relative al possesso (il “bollo”), di 27,6 miliardi per imposte relative all’ utilizzo, di 35 milioni per imposte di bollo su rilascio patenti, di 185 milioni per tasse e concessioni governative su revisioni, di 234 milioni per il bollino blu e di 479 milioni per imposte di bollo sulle pratiche, per un totale di 43,9 miliardi di euro all’ anno. Nel 1985 il valore del gettito fiscale era di 11,9 miliardi e 10 anni dopo, a metà degli anni ‘90, di 29,2 miliardi di euro.
Cifre elevatissima che nella quasi totalità vengono incamerate dallo Stato, mentre province e regioni sono destinatarie, ameno in via diretta, solo di una minima parte della fiscalità.
Inoltre da una simulazione sui costi dell’automobile effettuata nel periodo 1985-2005 risulta che oggi costa meno acquistare un’auto rispetto a vent’anni fa, ma le spese di utilizzo sono aumentate negli ultimi dieci anni, mentre alcune voci, come i premi assicurativi, appaiono fuori controllo.
Il costo medio annuo per l’utilizzo di un’auto è passato dai 2.229,12 euro del 1985 ai 3.109,09 del 2005, con un incremento del 39,5%. I costi di acquisto sono rimasti sostanzialmente costanti.
Numeri alla mano per la voce “assicurazione” è notevole l’aumento dei premi assicurativi nel corso degli anni, soprattutto dopo il 1995, a partire dalla liberalizzazione del settore. Lo studio evidenzia che fra il 1995 e il 2005 gli aumenti medi dei premi sono pari al 46,6%.
Carissimo il costo per il pieno con l’andamento dei prezzi di benzina e gasolio che è stato diverso: il prezzo medio alla pompa da gennaio 1996 a giugno 2006 ha segnato un aumento del 45% per la benzina e del 64% per il gasolio. In particolare dal 2004 gli aumenti del prezzo del gasolio sono stati superiori a quelli della benzina.
In diminuzione, invece, i costi di manutenzione, sia per le auto a gasolio, sia per quelle a benzina.
Per quanto riguarda le altre spese, per i pedaggi autostradali si spendono 560,65 euro all’anno, mentre per la sosta a pagamento la tariffa applicata varia di città in città. Si passa dai 25 centesimi l’ora a Piacenza fino ai 2 euro l’ora a Bolzano, Napoli e Torino. I costi annui variano in base ai diversi livelli tariffari applicati e alla frequenza di utilizzo. In un’area metropolitana si possono, dunque, spendere l’anno dai 30 ai 750 euro, mentre nei capoluoghi di provincia può scendere la spesa minima a quota 20 euro l’anno (resta invariata la spesa massima). Per tenere la macchina in garage si può arrivare a spendere fino ai 2.760 euro l’anno, cifra però fra le più basse in Europa.
(Fonte: MiaEconomia)


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20 Oct 2006, 14:40

Bollette senza andare in... bolletta

Per quanto ci si sforzi di ridurre i consumi delle principali utenze domestiche (luce, gas, acqua, telefono), la somma che viene addebitata riflette solo in parte i nostri effettivi consumi. Il resto, a parte le imposte sulle quali - ahimé - non possiamo fare nulla, dipende da alcuni costi fissi che si pagano anche se non viene consumato nulla.
Una soluzione, se i consumi sono ridotti, potrebbe consistere nell'accorpare alcuni fornitori, riducendo così i costi fissi. L'esempio immediato è per una persona (soprattutto se vive da sola) che usa il fornello a gas. In questo caso, usando poco metano, conviene installare una piastra di cottura elettrica (nei grandi magazzini di mobili ed elettronica di consumo si trovano a prezzi convenienti) invece di quella a gas, risparmiando in tal modo i costi fissi della fornitura di metano.
Idem per quanto riguarda il telefono. Se non si ha una connessione Internet (modem o ADSL) si può disdire l'abbonamento Telecom ed utilizzare il solo celluare, non prima di aver verificato (esistono vari siti in Internet che consentono di fare tali calcoli) quale sia la tariffa più conveniente.

E, detto questo, ci rivedremo fra una settimana


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19 Oct 2006, 14:54

ISTAT: apparizioni, sparizioni, misteri...

Una considerazione. Pochi giorni fa l'ISTAT ha pubblicato la rilevazione mensile dell'inflazione e la consueta stima per il corrente anno. Orbene, a settembre, secondo l'ISTAT, l'inflazione scende al 2,1% su base annua, rispetto al 2,2% di agosto. Ora, a parte il fatto che la discesa dell'inflazione non è sempre un segno positivo (si pensi ad un'economia in recessione, dove i poveri cittadini non riescono più ad arrivare alla fine del mese...), ma forse non tutti sanno che l'ISTAT elabora anche un'altra rilevazione, che viene comunicata all'ufficio centrale europeo di statistica (EuroStat). Questa "seconda" inflazione risulta essere, sempre per il mese di settembre 2006, del 2,4% in rialzo ( ! ) rispetto al 2,2% del mese precedente.
Allora, qual è la nostra vera inflazione?


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15 Oct 2006, 19:32

Avviso

Il vostro umile scrivano si assentera' per qualche giorno e non potra' pertanto aggiornare la sua rubrica. Ci rivediamo fra qualche giorno.

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