Anche troppo...
Gheddafi se n'è andato, finalmente !
Pronto a festeggiare i 41 anni dal colpo di Stato che lo ha portato al potere giusto il 1° settembre 1969...
Un dittatore sanguinario che viene a predicare islamismo a Roma.
Mamma mia!
Ecco la parte finale dell'articolo del direttore di 'Avvenire' di questo martedì 31.08.2010
da avvenire.it
Viene da chiedersi – e tanti, in effetti, se lo sono chiesti – a quale leader d’un Paese di tradizione e maggioranza cristiana sarebbe stato concesso di predicare e battezzare in un Paese di tradizione e maggioranza islamica. Anche se è una domanda insensata. Prima di tutto, perché ai politici cristiani mai verrebbe in mente di farlo e, subito dopo, perché neanche a preti e missionari cristiani viene consentito di farlo mentre ai cristiani semplici (che siano lì per lavori servili o per affari o per prestazioni professionali qualificate) è addirittura interdetto – tranne che in poche eccezioni – di proclamarsi tali a parole e segni.
Nella tollerante e pluralista Italia, in questo nostro Paese di profonde e vive radici cristiane e capace di una positiva laicità, nella Roma cattolica, Gheddafi ha potuto invece fare deliberato spettacolo di «proselitismo» (anche grazie a un tg pubblico incredibilmente servizievole e disposto a far spiegare alle otto di sera della domenica che il colonnello ha esercitato il «dovere» di «ogni musulmano: convertire» gli altri). Non sapremmo dire in quanti altri Paesi tutto questo avrebbe avuto luogo o, in ogni caso, avrebbe avuto spropositata (e stolida) eco.
Probabilmente è stato un boomerang, una dimostrazione di quanto possano confondersi persino in certo islam giudicato non (più) estremista piano politico e piano religioso. Certamente è stata una lezione. Magari pure per i suonatori professionisti di allarmi sulla laicità insidiata...
Marco Tarquinio
1 Sep 2010, 00:46
Roma città aperta
29 Aug 2010, 11:10
Bilanci di giustizia (un anno dopo)
da repubblica.it
LA STORIA
Pane e vestiti fatti in casa
ecco gli apostoli verdi
Il movimento del risparmio ecologico "Così consumiamo la metà senza troppi sacrifici". La rete di mille famiglie cattoliche ed "equo-solidali": bollette tagliate ma identico stile di vita
dal nostro inviato MICHELE SMARGIASSI
MARGHERA - Dacci oggi il nostro pane quotidiano. Anzi no, dacci solo la farina (biologica), che il pane ce lo facciamo da soli, in casa. Quello di Marta ed Ezio, insegnanti, una figlia di 5 anni, è caldo e croccante, ma soprattutto è "giusto". È un pane ecologico e morale, un pane "liberato". "Sei anni fa, sposandoci, scegliemmo di non essere di peso né all'ambiente né al Sud del mondo". Acqua di rubinetto, pannelli solari, scambio di vestiti, niente tivù, al lavoro in bici, e alla fine del mese si fanno i conti. Con la calcolatrice. Marta ed Ezio sono cattolici praticanti, ma il loro non è un fioretto, è un impegno, e gli impegni si calcolano. "Quest'anno abbiamo sforato sulle vacanze. Risparmieremo sull'elettricità".
Marta ed Ezio sono una famiglia "bilancista", una tra oltre mille organizzate in 42 gruppi locali dal Trentino alla Sicilia. Apostoli del sostenibile, predicatori dell'eco-solidale, difensori del Creato, sono un movimento cattolico se non altro perché lo fondò e lo coordina ancora un sacerdote, don Gianni Fazzini, che però se gli proponi l'etichetta di "ecologismo cristiano" te la corregge: "Siamo un movimento di liberazione". Da cosa? "Dallo stato di schiavitù del consumatore, in teoria padrone del mercato, in realtà succube di un immaginario del benessere che lo sfrutta per il profitto di pochi".
Una Greenpeace col segno di Croce? "Cristo ci invita ad essere liberi, noi scegliamo come. Una mano ce la dà anche quel signore lì". Gandhi: è pieno di poster del Mahatma l'ufficetto alla periferia di Marghera dove don Gianni, classe 1937, ex prete operaio, parroco di San Eliodoro ad Altino, tiene i legami col suo movimento "leggero" (niente statuto né veste giuridica) che senza clamore esiste e resiste da diciassette anni. Una rete di famiglie solidali che però ora ha pensato di alzare un po' la voce. L'assemblea nazionale dei "Bilanci di giustizia" si concluderà stasera a Massa Marittima calcando sulla parola Politica, con la maiuscola.
"All'ultima assemblea alcuni amici ci misero un po' in crisi: voi fate belle cose ma siete "poco politici", non basta il pane in casa, dovete fare i conti col potere". Hanno ragione? "Me lo sono chiesto. Poi ho pensato, la Giovanna a Messina ha messo su una cooperativa di installazione del solare termico, Giorgio a Bologna distribuisce la pasta madre per il pane, l'Antonella in Trentino promuove le piste ciclabili, Andrea a Torino ha inventato i distretti dell'economia solidale... E allora un po' di politica forse la facciamo già".
Del resto tutto cominciò nel '93 a Verona con uno slogan quasi sovversivo: L'economia uccide, bisogna cambiare. Era un convegno mondialista di "Beati i costruttori di pace", e un centinaio di famiglie decisero di cominciare a cambiare in casa propria. Cambiare cosa? "Chiesi aiuto a un economista, mi suggerì: "Se un'azienda vuole cambiare gestione, parte dal bilancio". Geniale. Infatti partimmo dal bilancio di casa". Funziona ancora così: ogni famiglia "bilancista" si impegna a compilare ogni mese e inviare alla sede centrale un rendiconto minuzioso della propria economia domestica, una partita doppia "etica": su una colonna le spese effettive divise per capitoli, su quella a fianco le spese "spostabili secondo giustizia".
Ogni mese ci si dà un obiettivo. Mollo l'acqua minerale e bevo l'acqua "San Rubinetto". Abbasso il termostato. Regalo e ricevo i vestiti dei bimbi. Lavo a mano. Compro frutta e verdura solo di stagione. Autoproduco in casa quel che posso. Riparo la bici (e la uso). Ogni famiglia "bilancista" riceve poi una carta sconti, L'Altracard, risposta polemica alla social card di Tremonti. "Non la puoi usare nei negozi ma vale di più": dà accesso a un sito dove un programmino ti calcola quanto stai risparmiando con i comportamenti "sostenibili". Anche centinaia di euro al mese.
Con l'aiuto del tedesco Wuppertal Institute, i "Bilanci di giustizia" hanno cominciato a misurare i propri successi. I risultati sono sorprendenti. Rispetto alla famiglia italiana media Istat, le famiglia "bilanciste" consumano il 16% in meno, con significativi trasferimenti di poste: meno 49% nell'abbigliamento, addirittura -56% in cosmetici e detersivi, più 72% in divertimenti e cultura. I consumi energetici sono la metà di quelli medi (107 litri d'acqua al giorno contro 192, e 599 Kwh annui contro 1202). Dal punto di vista etico, la famiglia "bilancista" sposta ogni anno quasi il 20% delle proprie risorse su prodotti meno "ingiusti". Tutto senza sacrificare il proprio stile di vita: l'indice di soddisfazione si colloca sul 5 in una scala di 7.
Ma la scelta del bilancista non è utilitaria: comprare prodotti biologico o equo-solidali in realtà costa di più, anche se "proprio per questo ne sprechi meno", non molla Marta, "ma il vero guadagno non è monetario". Per scambiare vestiti devi avere molti amici e frequentarli: devi costruire relazioni. Dario e Antonella hanno scoperto che invitandosi a cena una volta alla settimana si risparmia e ci si diverte.
Quando Enrico e Serenella hanno dovuto cambiare auto hanno lanciato un appello email a tutta la rete, "Ci aiutate a trovare la più "sostenibile"?", e s'è riunita un'assemblea (con grigliata finale). La differenza tra i bilancisti e un'associazione di consumatori è tutta qui: "Non lo facciamo per risparmiare, ma per nostalgia di giustizia", dice don Gianni. E allora, da oggi questa cosa è giusto chiamarla Politica: "Le nostre famiglie vivono in città in preda alla corruzione, alla non-cura del bene comune. Noi in questo sfacelo vogliamo camminare puliti". Lo vede, don Gianni, che alla fine torniamo al punto: inquinare, sprecare sono peccati. "No! Sono schiavitù. Di questo sistema siamo le vittime, non i colpevoli. Quindi dobbiamo liberarci, non pentirci".
LA STORIA
Pane e vestiti fatti in casa
ecco gli apostoli verdi
Il movimento del risparmio ecologico "Così consumiamo la metà senza troppi sacrifici". La rete di mille famiglie cattoliche ed "equo-solidali": bollette tagliate ma identico stile di vita
dal nostro inviato MICHELE SMARGIASSI
MARGHERA - Dacci oggi il nostro pane quotidiano. Anzi no, dacci solo la farina (biologica), che il pane ce lo facciamo da soli, in casa. Quello di Marta ed Ezio, insegnanti, una figlia di 5 anni, è caldo e croccante, ma soprattutto è "giusto". È un pane ecologico e morale, un pane "liberato". "Sei anni fa, sposandoci, scegliemmo di non essere di peso né all'ambiente né al Sud del mondo". Acqua di rubinetto, pannelli solari, scambio di vestiti, niente tivù, al lavoro in bici, e alla fine del mese si fanno i conti. Con la calcolatrice. Marta ed Ezio sono cattolici praticanti, ma il loro non è un fioretto, è un impegno, e gli impegni si calcolano. "Quest'anno abbiamo sforato sulle vacanze. Risparmieremo sull'elettricità".
Marta ed Ezio sono una famiglia "bilancista", una tra oltre mille organizzate in 42 gruppi locali dal Trentino alla Sicilia. Apostoli del sostenibile, predicatori dell'eco-solidale, difensori del Creato, sono un movimento cattolico se non altro perché lo fondò e lo coordina ancora un sacerdote, don Gianni Fazzini, che però se gli proponi l'etichetta di "ecologismo cristiano" te la corregge: "Siamo un movimento di liberazione". Da cosa? "Dallo stato di schiavitù del consumatore, in teoria padrone del mercato, in realtà succube di un immaginario del benessere che lo sfrutta per il profitto di pochi".
Una Greenpeace col segno di Croce? "Cristo ci invita ad essere liberi, noi scegliamo come. Una mano ce la dà anche quel signore lì". Gandhi: è pieno di poster del Mahatma l'ufficetto alla periferia di Marghera dove don Gianni, classe 1937, ex prete operaio, parroco di San Eliodoro ad Altino, tiene i legami col suo movimento "leggero" (niente statuto né veste giuridica) che senza clamore esiste e resiste da diciassette anni. Una rete di famiglie solidali che però ora ha pensato di alzare un po' la voce. L'assemblea nazionale dei "Bilanci di giustizia" si concluderà stasera a Massa Marittima calcando sulla parola Politica, con la maiuscola.
"All'ultima assemblea alcuni amici ci misero un po' in crisi: voi fate belle cose ma siete "poco politici", non basta il pane in casa, dovete fare i conti col potere". Hanno ragione? "Me lo sono chiesto. Poi ho pensato, la Giovanna a Messina ha messo su una cooperativa di installazione del solare termico, Giorgio a Bologna distribuisce la pasta madre per il pane, l'Antonella in Trentino promuove le piste ciclabili, Andrea a Torino ha inventato i distretti dell'economia solidale... E allora un po' di politica forse la facciamo già".
Del resto tutto cominciò nel '93 a Verona con uno slogan quasi sovversivo: L'economia uccide, bisogna cambiare. Era un convegno mondialista di "Beati i costruttori di pace", e un centinaio di famiglie decisero di cominciare a cambiare in casa propria. Cambiare cosa? "Chiesi aiuto a un economista, mi suggerì: "Se un'azienda vuole cambiare gestione, parte dal bilancio". Geniale. Infatti partimmo dal bilancio di casa". Funziona ancora così: ogni famiglia "bilancista" si impegna a compilare ogni mese e inviare alla sede centrale un rendiconto minuzioso della propria economia domestica, una partita doppia "etica": su una colonna le spese effettive divise per capitoli, su quella a fianco le spese "spostabili secondo giustizia".
Ogni mese ci si dà un obiettivo. Mollo l'acqua minerale e bevo l'acqua "San Rubinetto". Abbasso il termostato. Regalo e ricevo i vestiti dei bimbi. Lavo a mano. Compro frutta e verdura solo di stagione. Autoproduco in casa quel che posso. Riparo la bici (e la uso). Ogni famiglia "bilancista" riceve poi una carta sconti, L'Altracard, risposta polemica alla social card di Tremonti. "Non la puoi usare nei negozi ma vale di più": dà accesso a un sito dove un programmino ti calcola quanto stai risparmiando con i comportamenti "sostenibili". Anche centinaia di euro al mese.
Con l'aiuto del tedesco Wuppertal Institute, i "Bilanci di giustizia" hanno cominciato a misurare i propri successi. I risultati sono sorprendenti. Rispetto alla famiglia italiana media Istat, le famiglia "bilanciste" consumano il 16% in meno, con significativi trasferimenti di poste: meno 49% nell'abbigliamento, addirittura -56% in cosmetici e detersivi, più 72% in divertimenti e cultura. I consumi energetici sono la metà di quelli medi (107 litri d'acqua al giorno contro 192, e 599 Kwh annui contro 1202). Dal punto di vista etico, la famiglia "bilancista" sposta ogni anno quasi il 20% delle proprie risorse su prodotti meno "ingiusti". Tutto senza sacrificare il proprio stile di vita: l'indice di soddisfazione si colloca sul 5 in una scala di 7.
Ma la scelta del bilancista non è utilitaria: comprare prodotti biologico o equo-solidali in realtà costa di più, anche se "proprio per questo ne sprechi meno", non molla Marta, "ma il vero guadagno non è monetario". Per scambiare vestiti devi avere molti amici e frequentarli: devi costruire relazioni. Dario e Antonella hanno scoperto che invitandosi a cena una volta alla settimana si risparmia e ci si diverte.
Quando Enrico e Serenella hanno dovuto cambiare auto hanno lanciato un appello email a tutta la rete, "Ci aiutate a trovare la più "sostenibile"?", e s'è riunita un'assemblea (con grigliata finale). La differenza tra i bilancisti e un'associazione di consumatori è tutta qui: "Non lo facciamo per risparmiare, ma per nostalgia di giustizia", dice don Gianni. E allora, da oggi questa cosa è giusto chiamarla Politica: "Le nostre famiglie vivono in città in preda alla corruzione, alla non-cura del bene comune. Noi in questo sfacelo vogliamo camminare puliti". Lo vede, don Gianni, che alla fine torniamo al punto: inquinare, sprecare sono peccati. "No! Sono schiavitù. Di questo sistema siamo le vittime, non i colpevoli. Quindi dobbiamo liberarci, non pentirci".
22 Aug 2010, 03:43
Un diacono (transeunte) per Juina
Poche ore fa dom Neri, vescovo di Juina, ha presieduto nella chiesa parrocchiale di Antonio Prado, Rio Grande do Sul, sua città natale, la messa di ordinazione diaconale del seminarista Oberdan.
Questo giovane, conterraneo di dom Neri, e anche lui di origini italiane, aveva cominciato teologia nel nostro seminario diocesano a Cuiabà, nel 2004. Nel 2005 tramite dom Franco (1945-2007) ha conosciuto la diocesi di Treviso che lo ha ospitato per cinque anni adottandolo come seminarista e restituendolo 'pronto' per il diaconato. Oberdan viene incardinato nella diocesi di Juina, dove giungerà tra qualche giorno con dom Neri. E a Juina nei primi mesi del 2011 avrà luogo l'ordinazione sacerdotale.
-------------------
per commentare i post basta scrivere a: robidon2000@yahoo.it
se in tema i commenti saranno pubblicati sul blog, a meno di esplicito divieto.
Questo giovane, conterraneo di dom Neri, e anche lui di origini italiane, aveva cominciato teologia nel nostro seminario diocesano a Cuiabà, nel 2004. Nel 2005 tramite dom Franco (1945-2007) ha conosciuto la diocesi di Treviso che lo ha ospitato per cinque anni adottandolo come seminarista e restituendolo 'pronto' per il diaconato. Oberdan viene incardinato nella diocesi di Juina, dove giungerà tra qualche giorno con dom Neri. E a Juina nei primi mesi del 2011 avrà luogo l'ordinazione sacerdotale.
-------------------
per commentare i post basta scrivere a: robidon2000@yahoo.it
se in tema i commenti saranno pubblicati sul blog, a meno di esplicito divieto.
15 Aug 2010, 13:41
Tutti a casa
Il gruppo di dieci astigiani che ha lasciato Juina dopo due settimane ieri pomeriggio è sbarcato a Malpensa e tornando ad Asti si è pure beccato un temporalone ferragostano.
Ma dove eravamo rimasti ?
Venerdì 6 eravamo tornati dalla visita a Guariba, Colniza e Aripuanà, sabato con Irma Penha abbiamo visitato alcune delle famiglie del bairro Palmiteira, lunedì abbiamo fatto visita agli indios Rikbaktsa, martedì la verifica di gruppo dell'esperienza, con la presenza di dom Neri e mercoledì ultimo giorno passato coi bambini dell'oratorio e partenza per Cuiabà alle 18, giovedì sera e venerdì mattina breve visita a San Paolo.
Da qui in avanti ci aiuta la mail di Gianni arrivata ieri sera:
A san Paolo tutto bene, doccia, dormita e giro a San Paolo nella mattinata di venerdì.
Certo che la città è grande!!
Arrivo in aereoporto in orario (invece delle 18.30 siamo partiti alle 19.30) arrivo a Zurigo in ritardo di venti minuti e ripartenza con ritardo di mezz'ora.
Ora sono a casa... penso anche tutta il resto della ciurma!!
Un sereno e felice ferragosto anche a te!!
Posso solo ringraziare Quartilia, Gianni e Giorgina, (con don Luigi e altri del centro missionario che non sono potuti venire), per aver proposto ai giovani della diocesi di Asti di conoscere un poco Juina e ai sette coraggiosi, Francesco, Giulia, Jacopo, Irene, Cecilia, Federica e Carlotta di aver accettato la sfida: sono state due settimane molto belle anche per me e speriamo che possano portare frutto sia nella vita personale di ciascuno, sia nelle comunità di appartenenza.
Buona Assunta a tutti!
--------------------
per commentare i post basta scrivere a: robidon2000@yahoo.it
se in tema i commenti saranno pubblicati sul blog, a meno di esplicito divieto.
Ma dove eravamo rimasti ?
Venerdì 6 eravamo tornati dalla visita a Guariba, Colniza e Aripuanà, sabato con Irma Penha abbiamo visitato alcune delle famiglie del bairro Palmiteira, lunedì abbiamo fatto visita agli indios Rikbaktsa, martedì la verifica di gruppo dell'esperienza, con la presenza di dom Neri e mercoledì ultimo giorno passato coi bambini dell'oratorio e partenza per Cuiabà alle 18, giovedì sera e venerdì mattina breve visita a San Paolo.
Da qui in avanti ci aiuta la mail di Gianni arrivata ieri sera:
A san Paolo tutto bene, doccia, dormita e giro a San Paolo nella mattinata di venerdì.
Certo che la città è grande!!
Arrivo in aereoporto in orario (invece delle 18.30 siamo partiti alle 19.30) arrivo a Zurigo in ritardo di venti minuti e ripartenza con ritardo di mezz'ora.
Ora sono a casa... penso anche tutta il resto della ciurma!!
Un sereno e felice ferragosto anche a te!!
Posso solo ringraziare Quartilia, Gianni e Giorgina, (con don Luigi e altri del centro missionario che non sono potuti venire), per aver proposto ai giovani della diocesi di Asti di conoscere un poco Juina e ai sette coraggiosi, Francesco, Giulia, Jacopo, Irene, Cecilia, Federica e Carlotta di aver accettato la sfida: sono state due settimane molto belle anche per me e speriamo che possano portare frutto sia nella vita personale di ciascuno, sia nelle comunità di appartenenza.
Buona Assunta a tutti!
--------------------
per commentare i post basta scrivere a: robidon2000@yahoo.it
se in tema i commenti saranno pubblicati sul blog, a meno di esplicito divieto.
14 Aug 2010, 18:02
Utopia o forse no...
leggo, apprezzo, taglio e incollo da www.decrescitafelice.it
La decrescita
La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione. La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio.
Maurizio Pallante
--------------------------------
per commentare i post basta scrivere a: robidon2000@yahoo.it
se in tema i commenti saranno pubblicati sul blog, a meno di esplicito divieto.
La decrescita
La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione. La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio.
Maurizio Pallante
--------------------------------
per commentare i post basta scrivere a: robidon2000@yahoo.it
se in tema i commenti saranno pubblicati sul blog, a meno di esplicito divieto.
14 Aug 2010, 13:58
Ultimo mese a Juina (commenti)
stamane è arrivata la mail di don Enrico, sacerdote astigiano, missionario fidei donum in Brasile dal 1969 al 2002:
Carissimo Padre Roberto,
ho letto sul tuo Blog che in Settembre ti trasferirai nella nuova Parrocchia di Guariba, municipio di Colniza, a soli 500 KM da Juína, Mt Brasil, e ne sono contento per te, perchè la nostra Missione, la Missione della Chiesa è il mondo dove lo Spirito Santo agisce da sempre molto prima e molto meglio di noi !
Ti faccio tanti auguri e desidererei tanto essere lí con te e cercherò di esserlo con la mia preghiera (...)
Che la Madonna Assunta ci protegga e ci guidi alla Patria del cielo.
Auguri di Buon lavoro.
Padre Enrico Oddenino
-----------------------------------------------------------------
per commentare i post basta scrivere a: robidon2000@yahoo.it
i commenti in tema saranno pubblicati sul blog a meno di divieto esplicito.
Carissimo Padre Roberto,
ho letto sul tuo Blog che in Settembre ti trasferirai nella nuova Parrocchia di Guariba, municipio di Colniza, a soli 500 KM da Juína, Mt Brasil, e ne sono contento per te, perchè la nostra Missione, la Missione della Chiesa è il mondo dove lo Spirito Santo agisce da sempre molto prima e molto meglio di noi !
Ti faccio tanti auguri e desidererei tanto essere lí con te e cercherò di esserlo con la mia preghiera (...)
Che la Madonna Assunta ci protegga e ci guidi alla Patria del cielo.
Auguri di Buon lavoro.
Padre Enrico Oddenino
-----------------------------------------------------------------
per commentare i post basta scrivere a: robidon2000@yahoo.it
i commenti in tema saranno pubblicati sul blog a meno di divieto esplicito.
14 Aug 2010, 04:12
Ultimo mese a Juina
Titolo ad effetto...Tra un mese, lunedì 13 settembre, salvo imprevisti, andrò ad abitare nell'area missionaria (=quasi parrocchia) Senhor Bom Jesus a Guariba, distretto in comune di Colniza, diocesi di Juina, ancorché disti 500 km dalla Cattedrale di cui sono stato parroco per sei anni e otto mesi.
La casa parrocchiale che ha costruito padre Oliveiro a fine 2005 quando è arrivato là diventerà un centro di pastorale mentre i miei futuri parrocchiani stanno in questi giorni costruendo quella che per un po' sarà la 'mia casa', a fianco della precedente, a un centinaio di metri dalla cappella principale dedicata al Senhor Bom Jesus.
A Guariba c'è anche un'altra comunità mentre nell'interno, da un minimo di 15 a un massimo di 150 km ci sono 14-15 comunità raggiungibili solo quando la strada è transitabile...
Mi mancherà certamente la parrocchia dove sono ora, tuttavia non vedo l'ora di arrivare a Guariba, estremo avanposto a nord ovest del Mato Grosso e della diocesi, parallelo 9 sud.
-------------------------------------------------
per commentare i post basta scrivere a: robidon2000@yahoo.it
i commenti in tema saranno pubblicati sul blog a meno di divieto esplicito.
La casa parrocchiale che ha costruito padre Oliveiro a fine 2005 quando è arrivato là diventerà un centro di pastorale mentre i miei futuri parrocchiani stanno in questi giorni costruendo quella che per un po' sarà la 'mia casa', a fianco della precedente, a un centinaio di metri dalla cappella principale dedicata al Senhor Bom Jesus.
A Guariba c'è anche un'altra comunità mentre nell'interno, da un minimo di 15 a un massimo di 150 km ci sono 14-15 comunità raggiungibili solo quando la strada è transitabile...
Mi mancherà certamente la parrocchia dove sono ora, tuttavia non vedo l'ora di arrivare a Guariba, estremo avanposto a nord ovest del Mato Grosso e della diocesi, parallelo 9 sud.
-------------------------------------------------
per commentare i post basta scrivere a: robidon2000@yahoo.it
i commenti in tema saranno pubblicati sul blog a meno di divieto esplicito.
14 Aug 2010, 03:20
13 agosto 2000
Domenica 13 agosto 2000 alle 22 o anche di più, passava da Asti il treno regionale che ci avrebbe portato a Civitavecchia e poi a Roma alla Giornata mondiale della gioventù (13-20 agosto 2000). Giorni indimenticabili !
-------------------------------------------------
per commentare i post basta scrivere a: robidon2000@yahoo.it
i commenti in tema saranno pubblicati, a meno di espresso divieto.
-------------------------------------------------
per commentare i post basta scrivere a: robidon2000@yahoo.it
i commenti in tema saranno pubblicati, a meno di espresso divieto.
6 Aug 2010, 01:38
Aripuanà 5/8/2010
Ci è arrivato un commento al post precedente dal padre di Cecilia, una delle ragazze astigiane in visita qui in questi giorni:
Commento del papà di Cecilia:
Non avevo dubbi che anche nello sperduto centro America si possa trovare una connessione ad Internet. Un saluto a tutti i partecipanti alla trasferta per il Mato Grosso. Per noi di Asti, a cui sembra già una cosa notevole vedere un sacerdote che deve andare a celebrare la messa a Settime, sentire che ci sono parrocchiani a 500 chilometri fa un certo effetto.
Buona continuazione. Roberto B.
---------------------------------------------------
Aripuanà, 5 agosto
siamo arrivati da Colniza per pranzo. Ieri avevamo celebrato la Messa di San Giovanni Maria Vianney a Colniza e poi siamo stati a cena in una famiglia di amici dei sacerdoti giuseppini che si prendono cura della parrocchia Sagrada familia.
Oggi abbiamo visto le cascate di Aripuanà sia da sotto (o quasi) sia da sopra, ora siamo ospitati nel Colégio Sao Gonçalo e domani ripartiremo alla volta di Juina.
chi vuole mandare commenti basta che scriva a questo indirizzo: robidon2000@yahoo.it
Commento del papà di Cecilia:
Non avevo dubbi che anche nello sperduto centro America si possa trovare una connessione ad Internet. Un saluto a tutti i partecipanti alla trasferta per il Mato Grosso. Per noi di Asti, a cui sembra già una cosa notevole vedere un sacerdote che deve andare a celebrare la messa a Settime, sentire che ci sono parrocchiani a 500 chilometri fa un certo effetto.
Buona continuazione. Roberto B.
---------------------------------------------------
Aripuanà, 5 agosto
siamo arrivati da Colniza per pranzo. Ieri avevamo celebrato la Messa di San Giovanni Maria Vianney a Colniza e poi siamo stati a cena in una famiglia di amici dei sacerdoti giuseppini che si prendono cura della parrocchia Sagrada familia.
Oggi abbiamo visto le cascate di Aripuanà sia da sotto (o quasi) sia da sopra, ora siamo ospitati nel Colégio Sao Gonçalo e domani ripartiremo alla volta di Juina.
chi vuole mandare commenti basta che scriva a questo indirizzo: robidon2000@yahoo.it
4 Aug 2010, 19:21
Da Guariba con affetto
Siamo arrivati in 13 ieri sera (i dieci pellegrini astigiani più, al volante delle tre auto: il vescovo, Élcio ed io).Erano le 19.45 e la gente di Guariba stava aspettando in chiesa. Ieri cominciava il triduo in preparazione della festa del patrono Senhor Bom Jesus che coincide con la Trasfigurazione. E così ho conosciuto i miei nuovi parrocchiani.
Tornerò qui, salvo imprevisti, il prossimo 13 settembre.
Ho scritto questo messaggio da qui all´ora della pennichella anche per dimostrare che siamo un po´fuori mano ma c´è persino internet...
Tra pochi minuti partiremo alla volta di Colniza, a presto !
Tornerò qui, salvo imprevisti, il prossimo 13 settembre.
Ho scritto questo messaggio da qui all´ora della pennichella anche per dimostrare che siamo un po´fuori mano ma c´è persino internet...
Tra pochi minuti partiremo alla volta di Colniza, a presto !


