27 Aug 2008, 07:17

26 agosto 1978

Il 26 agosto 1978, a soli venti giorni dalla morte di Paolo VI, e già al secondo giorno di Conclave, Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani, nato in provincia di Belluno nel 1912, veniva eletto Papa.

Era stato vescovo di Vittorio Veneto dal '58 al '69 e poi patriarca di Venezia dall'inizio del '70. Non nascose mai la sorpresa e la preoccupazione per quella elezione. Nel radiomessaggio del 27 agosto possiamo leggere, tra l'altro: "Chiamati dalla misteriosa e paterna bontà di Dio alla gravissima responsabilità del Supremo Pontificato, inviamo a voi il Nostro saluto (…) Abbiamo ancora l'animo accasciato dal pensiero del tremendo ministero al quale siamo stati scelti…"
Già il nome che scelse diceva la sua intenzione di continuare l'azione dei due ultimi illustri suoi predecessori (Giovanni XXIII e Paolo VI) di cui umilmente ammetteva di non avere il carisma.
Questo Papa nei suoi 33 giorni di pontificato ha lasciato un immagine di semplicità e insieme di grandezza d'animo, ed è universalmente ricordato come 'il Papa del sorriso'. Era conscio di trovarsi ancora in piena 'guerra fredda', un periodo in cui dittature e conculcamento dei diritti umani erano particolarmente diffusi, e il Medio-Oriente come al solito 'caldo'. Eppure qualche spiraglio di pace si apriva, rappresentato dall'incontro a Camp David tra il Presidente egiziano Sadat, il Primo Ministro israeliano Begin e il Presidente degli Stati Uniti Carter, nelle vesti di padrone di casa e mediatore.
Nei giorni in cui si svolgeva l'incontro Papa Luciani, all'Angelus domenicale del 10 settembre disse ai fedeli riuniti in Piazza S.Pietro:
"A Camp David, in America, i Presidenti Carter e Sadat e il Primo Ministro Begin stanno lavorando per la pace nel Medio Oriente. Di pace hanno fame e sete tutti gli uomini, specialmente i poveri che nei turbamenti e nelle guerre pagano di più e soffrono di più; per questo guardano con interesse e grande speranza al convegno di Camp David. Anche il Papa ha pregato, fatto pregare e prega perché il Signore si degni di aiutare gli sforzi di questi uomini politici. Io sono stato molto ben impressionato dal fatto che i tre Presidenti abbiano voluto pubblicamente esprimere la loro speranza nel Signore con la preghiera. I fratelli di religione del Presidente Sadat sono soliti dire così: " c'è una notte nera, una pietra nera e sulla pietra una piccola formica; ma Dio la vede, non la dimentica ". Il Presidente Carter, che è fervente cristiano, legge nel Vangelo: " Bussate e vi sarà aperto, chiedete e vi sarà dato. Non un capello cadrà dalla vostra testa senza il Padre vostro che è nei cieli ". E il Premier Begin ricorda che il popolo ebreo ha passato un tempo momenti difficili e si è rivolto al Signore lamentandosi dicendo: " Ci hai abbandonati, ci hai dimenticati! ". " No! - ha risposto per mezzo di Isaia Profeta - può forse una mamma dimenticare il proprio bambino? ma anche se succedesse, mai Dio dimenticherà il suo popolo ".(…)"
Questo incontro si concluse positivamente (gli accordi di Camp David, appunto), valendo il Nobel per la Pace ai due leaders medio-orientali. L'auspicio e la preghiera del Papa (e non solo) erano stati esauditi.

La notte tra il 27 e il 28 settembre si spegneva improvvisamente dopo soli 33 giorni di pontificato.

23 Aug 2008, 16:12

Josefa Idem, una leggenda

Alla settima olimpiade ha perso l´oro per 3 millesimi, e tuttavia è felice ugualmente e dispensa pillole di saggezza.
Lunga vita a Josefa !

da gazzetta.it

´´(...)Ora questa gara fantastica può portarla Josefa a continuare fino a Londra. "Voi smettereste, se state facendo un lavoro che vi piace e in cui state riuscendo bene?", ha chiesto ai giornalisti Guerrini. E Josefa ha aggiunto: "Le Olimpiadi e le medaglie per me sono come i figli. Al momento del parto provi dolore e pensi che sarà l’ultimo. Ma quando hai in mano la tua creatura, è così bella che pensi subito di farne un’altra".
DEDICA - Josefa ha voluto dedicare la medaglia alla suocera Anna Margotti, scomparsa un anno fa: "Mi ha insegnato tante cose. Mi ha dato gli strumenti per vincere". Elegante, intelligente, bella. Ha sorriso per una sconfitta che per altri sarebbe stata amara come il fiele. E’ risalita sul podio a 24 anni dalla prima volta. Ora, alle soglie dei 44 anni, guarda verso Londra. E lo fa con eleganza. Insieme alla sua famiglia. Guerrini ha detto: "Alla sua età ogni gara è una bella gara. Stiamo andando alla scoperta di una nuova frontiera". Josefa Idem, più che verso Londra, pagaia verso l’immortalità

14 Aug 2008, 10:18

Mons. Franco Sibilla (1923-2008)

Mentre scrivo nella Cattedrale di Asti è da poco cominciato il funerale del Vescovo emerito di Asti, mons. Franco Sibilla.

Nato a Torino nel 1923, ma di origini liguri, viene ordinato sacerdote il 29 giugno 1952, dopo aver conseguito la laurea in ingegneria.

Nominato vescovo di Savona, viene ordinato il 29 settembre 1974 e lì rimane sino al 1980.

Il 9 novembre del 1980 fa il suo ingresso alla diocesi di Asti, e vi rimane per tutto il decennio, fino a che, per motivi di salute, rassegna le dimissioni, che vengono accettate il 16 marzo 1989.

Lo ricordo con grande affetto, anche perchè ha avuto un ruolo importante nel mio discernimento vocazionale.

Una delle prime inizitive che prese ad Asti fu, infatti, quella di tentare di riaprire il seminario minore, ed una delle iniziative marcanti della pastorale vocazionale fu il campo estivo proposto per i ragazzi dalla quinta alla prima superiore a Bardonecchia, dal primo all'otto di luglio 1981. Io vi partecipai e il successivo 21 settembre entravo in seminario.
Durante la settimana egli venne a trovarci in montagna, precisamente il 6 luglio, e fu in quell'occasione che lo vidi per la prima volta.

In realtà ogni anno al campo vocazionale (tanto a Bardnecchia quanto a Antey e Certosa di Pesio) veniva a trovarci e passava tutto il giorno con noi. Alcune volte venne anche da solo, pur di non mancare all'appuntamento con la giornata del campo in cui si dedicava maggior tempo al ritiro e alla riflessione.

Il 10 ottobre 1982 fu lui che mi cresimò, mentre il 29 e 30 ottobre dello stesso anno tornò a Pralormo per la visita pastorale.

Era davvero un signore, attento, premuroso e dai modi educati e gentili, verrebbe da dire con uno stile quasi da nobile, e tuttavia anche così traspariva la sua umiltà e la sua generosità.

Purtroppo dopo che si ritirò in Liguria non l'ho quasi più visto se non in qualche rara occasione.

Non posso che ringraziare Dio per aver messo sulla mia strada questo buon pastore che è stato un importante strumento di Dio nella scoperta della mia vocazione sacerdotale e a Dio lo affido con affetto nella celebrazione eucaristica di oggi pomeriggio.


8 Aug 2008, 06:06

Padre Duilio: biografia

Don Guido Miglietta, osj, mi ha fatto gentilmente pervenire una dettagliata biografia di padre Duilio, e scopro così che, tra le altre cose, è stato ordinato ad Asti, il 29 giugno 1951...

Padre Duilio Liburdi

Nato a Roma l’8 febbraio 1926,

64 anni di vita religiosa, 57 di sacerdozio, 56 anni di vita missionaria in Brasile.
Morto il 6 Agosto 2008, a 82 anni di età.
Sepolto nel cimitero della congregazione in Roma

Figlio di Giuseppe Liburdi e Savoia Sanchioni, italiano, nato a Roma l’8 febbraio 1926, fu battezato nello stesso anno nella parrocchia di S. Maria Maggiore in Roma.

È entrato in Congregazione a undici anni di età nel seminario di Casa madre ad Asti dove ha studiato i primi tre anni del ginnasio, e il 4° e 5° anno a Canelli. Nel 1942 ha cominciato il noviziato in Alba, dove ha emesso i primi voti nel settembre 1943. Fu poi destinato a Armeno dove studiò la filosofia, e ad Asti la teologia. Al termine degli studi teologici ha emesso la professione perpetua ed ha lavorato da assistente al Michelerio.

Il 29 giugno 1951 fu ordinato sacerdote in Asti.

A appena 26 anni di età, ancora novello sacerdote nel 1952 partiva per il Brasile, con l’incarico di lavorare nel seminario N.S. di Guadalupe a Ourinhos e la responsabilità di rettore del seminario.

Nel 1954 diviene parroco della parrocchia N.S. di Loreto a San Paolo dove rimane fino al 1959, dopodiché ritorna ad Ourinhos, prima come rettore e poi come parroco, rimanendo in quella parrocchia fino al 1965.

Negli anni 1966-1979 lavorava in diverse parrocchie della delegazione brasiliana: di S. Miguel Paulista (SP) negli anni 1966-70; N.S. do Patrocínio nella città di Salto Grande (SP) tra il 1971 e il 1975; la parrocchia S. Edwiges in San Paolo nel 1976; la parrocchia São Miguel Paulista (SP) tra il 1977 e il 1979.

Nel 1980 padre Duílio ha voluto fare un’esperienza missionaria piú radicale, così chiese ai superiori il permesso di lavorare nella Regione Amazzonica negli stati di Rondônia e Mato Grosso. Nella regione della selva amazzonica ha lavorato con tutte le sue forze e l’entusiasmo, specialmente tra i piú poveri, essendo il braccio destro del vescovo di Rondonia e recandosi in diverse parrocchie delle città di Vilhena, Aripuanã, Juína, ecc. Nel campo di lavoro missionario la sua era una presenza profetica in un tempo molto difficile. Ha patito le sfide della mancanza di strade e dei mezzi più elementari per svolgere il lavoro, così come le persecuzioni, e tutto questo per difendere i poveri, i seringueiros, gli indigeni, le donne e i contadini di quella regione. Diverse volte fu minacciato di morte. Nel 1991 per ragioni di salute tornava definitivamente nel sud del Brasile, specialmente a causa della malaria contratta durante il lavoro missionario.

Dal 1992 darà inizio con molto entusiasmo ad un lavoro pastorale in varie communità: a Ourinhos (SP) nel santuario di N.S. de Guadalupe tra il 1992 e il 1993; a Jandaia do Sul (PR) nella parrocchia S. Sebastião dal 1994 al 1996; dal 1997 al 1998 a Três Barras do Paraná (PR), nella parrocchia N.S. Aparecida; nel 1999 a San Paolo nella parrocchia N.S. di Loreto; tra il 2000 e il 2002 a Apucarana (PR) nel santuario S. José: a Londrina (PR) dal 2003 al 2006 nella parrocchia N.S. do Carmo; a San Paolo nel Santuario S. Edwiges (SP) dal 2006 al 2007.

Nel Gennaio del 2008 ha lasciato definitivamente il Brasile ed è venuto ad abitare a Roma. Serviva nella chiesa di San Lorenzo in Fonte stando inieme alle Oblate di San Giuseppe. Sempre intrepido nel lavoro, pensava di ritornare in Brasile, ma la mattina della festa della Trasfigurazione del Signore è morto di malattia cardiaca all’Ospedale “San Giovanni” di Roma.

E di seguito una testimonianza di padre Bertolin:

“Padre Duílio era una persona carismatica che attirava la simpatia della gente per il suo modo di essere e di parlare semplice, calmo e determinat0. Aveva una predisposizione ad organizzare e dirigere la liturgia, era ammirato per la sua creatività ma senza mai ferire lo spirito delle celebrazioni. Aveva la capacità di piacere alla gente, specialmente quella umile, per questo coltivava grandi amicizie in tiutti i posti dove andava. Era un pastore ammirato per il suo senso di organizzazione, l’obbedienza al vescovo e la dedizione instancabile specie ai malati e nella confessione.

Per la provincia del Brasile e, in particolare, per i molti religiosi brasiliani che lo hanno avuto come rettore nel seminario o parroco ad Ourinhos, Padre Duílio rappresentava una persona semplice che dimostrava amore alla Chiesa e alla Congregazione. L’ambito in cui ha lasciato di più la sua impronta è certamente quello missionario, un campo in cui si è dedicato corpo e anima e dove ha speso gli anni più preziosi della sua vita. La provincia del Brasile deve molto a questo confratello, grazie allo spirito missionario che egli all’inizio degli anni Ottanta ha saputo trasfondere, da vero missionario Oblato nel Mato Grosso”.

7 Aug 2008, 06:12

Padre Duilio Liburdi (1926-2008)

E' morto stamattina, 6 agosto, a Roma, dove era nato 83 anni fa, il mitico padre Duilio Liburdi, parroco (il primo residente) a Juina, dal 1981 al 1986.

Sacerdote degli Oblati di San Giuseppe, fondati dall'Astigiano San Giuseppe Marello, da decenni era missionario in Brasile.

Così ci è stata data la notizia da padre Neto, provinciale dei Giuseppini in Brasile:

Curitiba, 6 agosto 2008.

Cari confratelli,

è con la tristezza nel cuore e la speranza nella ressurrezione che vi comunico, nel giorno della Trasfigurazione del Signore, la morte del nostro confratello e amico Padre Duilio Liburdi, osj, 82 anni.

Padre Duilio stava abitando in Via Urbana, (Roma, ndr) Parrocchia San Lorenzo, presso le suore Oblate di San Giuseppe dallo scorso gennaio, allorchè tornò in Italia. Ultimamente non stava molto bene. Lunedì scorso ha avuto uno svenimento ed è caduto, è stato visitato dal medico in casa ed ha ricevuto assistenza dalle suore Oblate.

Ieri sera (martedì, ndr), ha ricevuto l'unzione degli infermi da don Guido Miglietta (sacerdote astigiano, ndr), osj, alla presena delle suore Oblate, nel giorno della Dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore, chiesa dove era stato battezzato.

Durante la notte le sue condizioni sono peggiorate e alle 6 è stato ricoverato nuovamente nell' ospedale San Giovanni in Roma, ove si è spento poco dopo le 7,15 per problemi di circolazione.

Venerdì Padre Michele Piscopo, osj, presiederà la messa funebre nella cappella della Casa Generale e al pomeriggio Padre Duilio sarà sepolto nella Tomba della Congregazione nel Cimitero Prima Porta, a Roma.

Chiedo a tutti i confratelli le preghiere e che avvisino quanti lo hanno conosciuto. Rimaniamo uniti nell'Eucaristia, come ci chiede il nostro fondatore nel pensiero di oggi.

Unito a tutti,

Pe. Neto, osj Provinciale




Perché più sopra ho definito 'mitico' padre Duilio ?

Come ricordato in occasione del trentesimo anniversario della Parrocchia Sacro Cuore di Juina (8.12.2006), di cui sono parroco da fine 2003, ''per cinque anni i sacerdoti che si prendevano cura di Juina venivano dalla città di Vilhena (ad oltre 300km, nello stato di Rondonia, di cui Porto Velho, ancora più distante, è capitale): tra loro si distinse il salesiano cremonese padre Angelo Spadari (1913-1997) un vero esempio di buon e santo pastore.

Nel 1981, precisamente il primo febbraio, venne il primo parroco residente, il mitico padre Duilio Liburdi, oblato di San Giuseppe, romano, classe 1925. Tra l'81 e l'86 girò la regione intera corrispondente all'attuale diocesi di Juina con l'aiuto di un solo altro sacerdote, padre Eduardo...
E' stato il primo organizzatore della pastorale e anche della geografia e della nomenclatura delle prime comunità ecclesiali di base della nostra parrocchia.

Combattendo al lato dei più deboli fu minacciato di morte svariate volte e almeno quattro volte i sicari furono a un passo da lui e scampò alla morte miracolosamente. Il mandante (che verosimilmente è il mandante di molti omicidi negli anni ottanta) non solo non è dietro le sbarre, ma è stato pure eletto nel 2004 sindaco di Juina (per la seconda volta)!!!


In vista di quell'occasione, lo invitai perché venisse a festeggiare con noi il trentennio, e in un primo momento accettò con gioia, ma con l'avvicinarsi della data e l'apparire degli acciacchi tipici di un ottuagenario, aveva desistito assicurando la sua presenza spirituale e le sue preghiere.
Pertanto l'unica volta che ho avuto occasione di vederlo è stato il 20 ottobre 2001, alla veglia missionaria ad Asti, nella Chiesa degli Oblati di San Giuseppe, un mese prima della canonizzazione del fondatore San Giuseppe Marello. In quella occasione aveva dato la sua sanguigna testimonianza di sacerdote e missionario, e mai e poi mai avrei immaginato dopo solo un paio di anni di venire qui come suo successore...

Grazie di tutto, caro padre Duilio, e con dom Franco intercedete presso il Padre per questa diocesi a tutti noi cara.

6 Aug 2008, 09:22

6 agosto 1978: ci lascia Paolo VI

La sera del 6 agosto 1978, Festa della Trasfigurazione, concludeva il suo pellegrinaggio terreno Paolo VI, (al secolo Giovan Battista Montini, nato in provincia di Brescia nel 1897, eletto Papa nel giugno 1963).

Era stato il Papa che aveva portato a termine il Concilio Vaticano II (voluto e iniziato da Papa Giovanni XXIII) e che aveva dovuto affrontare la stagione bella ma anche tumultuosa del dopo Concilio.

Sette le encicliche:

Ecclesiam Suam (6.8.64)
Mense Maio (29.4.65)
Mysterium Fidei (3.9.65)
Christi Matri (15.9.66) -
Populorum Progressio (26.3.67)
Sacerdotalis Caelibatus (24.6.67)
Humanae Vitae (25.7.68 )

Sedici costituzioni apostoliche, tra cui:

Missale Romanum (3.4.69)
Laudis canticum (1.11.1970) introduzione alla Liturgia delle Ore dopo la riforma seguita al Concilio

Dieci esortazioni apostoliche tra cui:

Marialis Cultus (2.2.74)
Gaudete in Domino (9.5.75) Sulla gioia cristiana
Evangelii Nuntiandi (8.12.75) Bellissimo e attualissimo documento sulla permanente necessità di annunciare il vangelo


L'elenco completo dei suoi scritti come Pontefice si trovano qui:
http://www.vatican.va/latin/popes_latin/p-vi/latin_hf_pvi.html


Paolo VI è stato anche
-il primo Pontefice (dopo San Pietro, ovviamente) a visitare la Terra Santa (1964),
-il primo a parlare alla Nazioni Unite (1965) e a visitare i cinque Continenti:
Pellegrinaggio in India, 1964; Viaggio Apostolico ad Istanbul, Efeso e Smirne, 1967; Pellegrinaggio Apostolico a Bogotà, 1968; Pellegrinaggio in Uganda, 1969; Pellegrinaggio in Asia Orientale, Oceania e Australia, 1970.


3 Aug 2008, 00:09

Due nuove novizie

Oggi, giorno del Perdono di Assisi e di N.S. degli Angeli, al monastero San Francesco e Santa Chiara di Juina con la vestizione solenne ha avuto inizio il periodo di noviziato di Carla e Rosilene che da oggi in poi si chiameranno suor Carla de Nossa Senhora dos Anjos e Rosilene da Eucaristia.

Le suore clarisse cappuccine sono a Juina dal 4 ottobre 2002; fino ad oggi erano cinque, tutte messicane, tra i 37 e i 51 anni. Da oggi, dopo oltre un anno di presenza in monastero come postulanti, Carla, originaria di Brasnorte, diocesi di Juina e Rosilene, originaria di San Paolo, vanno ad aggiungersi a loro, mentre un'altra giovanissima, Wani, muove i primi passi con la propria presenza in monastero in attesa di poter essere considerata ufficialmente postulante nel 2009.

2 Aug 2008, 19:18

Un'estate fa : 2 agosto 2007

2 agosto 1945, nasce, in provincia di Treviso, ultimo di cinque fratelli, Franco Dalla Valle: in Brasile quasi ininterrottamente dal 1968, è ordinato sacerdote il 26 agosto 1972 e vescovo il 6 gennaio 1998.
Il 29 marzo 1998 comincia il suo ministero episcopale nella neonata diocesi di Juina in Brasile, Stato del Mato Grosso.

Il 2 agosto 2007, dopo un giorno di ricovero in un ospedale a Cuiabà, muore alle ore 12 per le conseguenze di un infarto nel giorno stesso in cui compie 62 anni.

Domenica scorsa lo abbiamo ricordato con una messa presieduta da dom Milton, amministratore apostolico e concelebrata da molti sacerdoti venuti dal resto della diocesi per l'ordinazione di padre Lenildo, avvenuta il giorno precedente.

Oggi alle 12 è stata celebrata una messa a Santo Agostinho, l'altra parrocchia di Juina. Noi celebreremo questa sera alle 19.30. In questi giorni sono qui un fratello, una sorella, tre nipoti e due pronipoti di dom Franco arrivati per l'occasione dall' astigiano e dall'acquese.


Voglio ricordare questo grande vescovo e amico con la preghiera che lui stesso ha composto anni fa per le vocazioni e che viene pregata tutti i giorni al termine di tutte le messe nella nostra parrocchia, e che rende un po' l'idea di quanto tenesse al gregge a lui affidato e in assoluta coerenza con il suo lemma (motto) episcopale: Evangelizar
Tra l'altro il mese di agosto in Brasile è il mese vocazionale.

Versione originale

Sagrado Coração de Jesus, Pastor e padroeiro desta Dioces
e de Juina, terra marcada de leste a oeste pelo sangue dos mártires e pelo povo sofrido e lutador que aqui vive e vos ama, confiamos a vós todas as nossas dificuldades e angústias.
Amparai nossos pequenos e nossos jovens.
Que eles tenham na escola, família e comunidade a orientação necessária para fugir do perigo das drogas, da violência e do mal.
Suscitai dentre eles numerosas e santas vocações para o clero secular, para a vida religiosa e consagrada para o trabalho pastoral e missionário. Sede protetor de todas as famílias. Que possam crescer na fé e viver na paz e harmonia.
Pedimos em particular pelos necessitados: os que chegam migrantes nos assentamentos, os índios, os excluídos da sociedade e os doentes
Para todos sede o amor que acolhe, ilumina, guia, conforta, estimula e defende.
Confiamos nossa vida e nosso trabalho, nossa boa vontade e nossa luta à vossa proteção. Ajudai-nos, pois confiamos em vós.


Traduzione

Sacro Cuore di Gesù, Pastore e patrono di questa Diocesi di Juina, terra segnata da est a ovest dal sangue dei martiri e da gente che soffre e lotta, che qui vive e vi ama, vi affidiamo tutte le nostre difficoltà e preoccupazioni.
Date riparo ai nostri piccoli e ai nostri giovani.
Che essi abbiano, dalla scuola, dalla famiglia e dalla comunità l'orientamento necessario per fuggire dal pericolo della droga, della violenza e del male.
Suscitate in mezzo a loro numerose e sante vocazioni per il clero secolare, per la vita religiosa e consacrata, per il lavoro pastorale e missionario. Siate protettore di tutte le famiglie: che possano crescere nella fede e vivere in pace e armonia.
Preghiamo in particolare per i più bisognosi: coloro che arrivano migranti negli insediamenti, gli indios, gli esclusi della società e i malati.
Per tutti siate l' amore che accoglie, illumina, guida e conforta, stimola e difende.
Affidiamo la nostra vita e il nostro lavoro, la nostra buona volontà e la nostra lotta alla vostra protezione. Aiutateci, perché confidiamo in voi.

1 Aug 2008, 22:39

Gazzetta d'Asti, nuovo record

In questi quattro anni e mezzo l'arrivo qui a Juina del settimanale della diocesi di Asti, non era mai stato entro i dodici giorni dall'uscita. Nell'ultimo mese già per due volte ho avuto tra le mani l'ultimo numero della gazzetta dopo solo sei giorni ! Per esempio ieri, 31 luglio, ho ritirato alla posta il numero del 25 luglio...
Le poste avranno i loro difetti ma a volte fanno miracoli...

30 Jul 2008, 06:30

Retiro dos agentes

Da lunedì 28 fino a mercoledì 30 luglio si svolge l'annuale ritiro spirituale per sacerdoti, religiosi, religiose e laici impegnati nella pastorale nella diocesi di Juina (i cosiddetti agentes de pastoral). Il tema è l'anno paolino e il predicatore è un sacerdote agostiniano scalzo, padre Luis.

Con la maggior parte dei sacerdoti non ci vedevamo dal 13 marzo...

Per la cronaca negli ultimi mesi altri due sacerdoti non brasiliani sono venuti a lavorare da noi, padre Patrick e padre Richard, entrambi nigeriani ed entrambi della Società di vita apostolica Missionari di San Patrizio.

Riassumendo in questo momento a Juina stanno lavorando 23 sacerdoti, di cui 13 brasiliani e 10 non brasiliani (4 irlandesi, 2 nigeriani, 3 filippini e un italiano).

Juina continua ad essere l'unica diocesi del Mato Grosso senza neanche un sacerdote nato in Mato Grosso...

Tra le religiose (una trentina in tutto) ci sono sei non brasiliane, di cui cinque messicane, clarisse cappuccine di clausura, e un'italiana, suor Dina Cremonese, della congregazione Suore della Divina Volontà, con sede a Bassano (Vi).

Quando sono arrivato a Juina erano sette i connazionali già presenti:
dom Franco (+2007), suor Maria Teresa (+2007), padre Gino (rientrato in diocesi a Torino nel 2007), suor Dina, Lorenzo, Micaela e il piccolo Samuel (questi ultimi rientrati in Italia dopo quattro anni di volontariato internazionale nel 2004).

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